Sabato 23 Maggio 2009

Ritorna lo scudo fiscale
Pioggia di milioni sul confine

Dal primo luglio al 31 dicembre. Come nel 2001. E come nel 2003.
Torna lo scudo fiscale, la più gigantesca amnistia sui capitali esteri attorno alla quale lavorano in questi giorni tecnici e consulenti del ministero delle Finanze, decisi a replicare i "successi" delle precedenti edizioni, quando nel Belpaese furono rimpatriati oltre 46 miliardi di euro, provenienti nel 58% dei casi dalle banche svizzere.
Se tutto andrà come previsto, Ponte Chiasso, Brogeda e gli altri valichi di confine della provincia di Como torneranno con prepotenza sotto i riflettori, dimenticando rapidamente la "pace" di cui hanno goduto dall’entrata in vigore della libera circolazione delle persone. Per le forze dell’ordine, e per la guardia di finanza in particolare, la maxi sanatoria comporterà un notevole sforzo organizzativo, quasi un ritorno al passato - all’era pre Schengen - quando i valichi venivano presidiati in forza e i veicoli in transito addirittura fotografati. Le incognite riguardano l’aliquota al vaglio del ministero. Nelle precedenti occasioni, il "successo" dell’amnistia si dovette soprattutto al fatto che bastava versare un obolo del 2.5% per chiudere davvero i conti con la giustizia e riportare i soldi in Italia senza inconvenienti. La versione 2009, invece, dovrebbe essere meno soft, con aliquote tra il 5 e il 10%, più vicine a quelle di altri paesi europei analogamente intenzionati ad applicare ciascuno un proprio scudo. Oltre confine crescono, intanto, timori antichi, legati al rischio di una nuova fuga di capitali verso l’estero in un paese che vive, di fatto, delle rendite del proprio sistema bancario.

p.berra

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