Lunedì 25 Maggio 2009

E' il giorno della verità
per Gandola e la Spt

La rivoluzione dei trasporti proposta dal Pdl dopo il caso Gandola non ha incontrato il favore sperato. Il Comune di Como, guidato dal sindaco Stefano Bruni, è l’unico dei soci di Spt Spa a propugnare a spada tratta l’immediato azzeramento dei cda della holding di via Aldo Moro e del Consorzio provinciale trasporti (Cpt) per creare una terza e unica società. Nei giorni scorsi ci hanno pensato la Provincia di Como e il Cpt, anch’essi soci di Spt Spa, a frenare sulla proposta annunciata dal Pdl. Ieri, infine, anche l’ultimo socio, l’amministrazione provinciale lecchese, ha invitato a non correre. «La penso esattamente come Carioni – ha detto il presidente della Provincia di Lecco, Virginio Brivio (Pd) prima vogliamo capire esattamente cosa è successo. Mi riferisco alla vicenda della vendita del ramo noleggi di Spt». Molto critico anche il leghista Paolo Colombo, presidente di Asf Autolinee che ha accusato Alessio Butti, coordinatore provinciale del Pdl, di «creare cortine fumogene per confondere le idee e coprire le colpe individuali».
Dopo il terremoto che ha sconquassato Spt Spa (il cui presidente Gianandrea Gandola è indagato dalla procura nell’ambito dell’inchiesta sulla vendita del ramo noleggi ceduto a una società privata di cui Gandola è poi diventato direttore d’esercizio, ndr) il sindaco Bruni ha convocato per oggi alle 15 i soci proprietari della holding, vale a dire, oltre al Comune, Province di Como e Lecco e Cpt. In questo incontro Bruni presenterà il piano trasporti che il Pdl mira a realizzare attraverso due documenti da fare approvare in consiglio provinciale. Ma Villa Saporiti e Cpt attraverso i rispettivi presidenti leghisti, Leonardo Carioni e Alberto Mascetti, hanno già espresso contrarietà. Vogliono che prima venga fatta totalmente chiarezza sulla vicenda del ramo noleggi. Carioni è arrivato addirittura a invitare Gandola alle dimissioni.

p.berra

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