Martedì 26 Maggio 2009

Carta d’identità prima del drink
L’appello del prefetto ai baristi

«Prego, esibisca i documenti». A chiederli non saranno più soltanto agenti, ma anche baristi. L’emergenza alcol tra minorenni costringe la Prefettura a intervenire, a convocare i rappresentanti dei titolari di locali pubblici per «sensibilizzare i propri scritti affinché, in caso di incertezza, venga richiesta la carta d’identità» ai clienti che chiedono bevande alcoliche. La legge parla chiaro: è vietato dare da bere alcol ai minori di 16 anni. Eppure in pochi (leggi: praticamente nessuno) chiedono i documenti durante l’happy hour oppure tra un ballo e l’altro in discoteca. L’appello del prefetto, Sante Frantellizzi, è stato lanciato ieri nel corso di una riunione straordinaria a cui hanno partecipato anche rappresentati dell’Asl, oltre che dell’associazione di categoria della Confcommercio.
La necessità di intervenire, anche con una campagna di sensibilizzazione, si è fatta ancor più urgente alla luce dei dati sulle denunce per guida in stato di ebbrezza. Soltanto i carabinieri di Como, dall’inizio dell’anno a oggi, hanno sequestrato 198 patenti ad altrettanto persone trovate al volante con un tasso d’alcol superiore al consentito. L’ultima strage di patenti è avvenuta nel fine settimana, in particolare nella notte tra sabato e domenica quando in piazza Camerlata i carabinieri hanno effettuato un posto di controllo denunciando dieci persone in meno di quattro ore.
Tutti giovanissimi coloro che si sono visti sequestrare la patente: il 60% ha meno di 25 anni. Altre sei patenti sono state sequestrate venerdì notte tra Como e Uggiate Trevano. «Alcuni giovani automobilisti - ha spiegato il maggiore Di Gioia, comandante di compagnia del carabinieri - hanno riferito di aver approfittato delle offerte che molti locali stanno facendo sui drink». Alcol a basso costo, dunque. Proprio come aveva denunciato l’Asl. Un allarme raccolto, ora, anche dalla Prefettura.

a.cavalcanti

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