Martedì 26 Maggio 2009

L’assemblea dei soci Spt:
via Gandola e tutto il cda

«Alla luce dei fatti di queste settimane inerenti il tema della vendita del ramo di azienda “noleggio da rimessa” da parte di Spt Spa, i soci pubblici (Comune di Como, Provincia di Como e di Lecco, Cpt Spa) in rappresentanza dell’intero capitale sociale, nell’esclusiva considerazione di preservare l’interesse e il buon nome della società, chiedono – per la massima trasparenza – a tutti i cinque membri del consiglio di amministrazione della stessa di rassegnare le proprie dimissioni. Tutto ciò anche alla luce del riscontrato clima di ormai compromessa fiducia al suo interno». Questo il testo della lettera prodotta ieri dalla riunione dei soci di Spt Spa che si sono incontrati in Comune per discutere della bufera che si è abbattuta sulla holding di via Moro 23 e sul suo presidente e amministratore delegato Gianandrea Gandola che ha seguito da vicino la contestatissima cessione del ramo d’azienda su cui sta indagando la procura. Dopo tre settimane di inchiesta giornalistica e una infinita serie di interventi politici, la decisione presa all’unanimità dai soci di Spt è stata di azzerarne il cda. I due leghisti Flavia Farina e Paolo Orsenigo hanno già formalizzato le dimissioni ieri pomeriggio, mentre quelle dei forzisti Fiorenzo Bongiasca e Mauro Robba sono attese per oggi. Tutti soddisfatti, ma sia il presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, sia il presidente del Cpt, Alberto Mascetti (entrambi della Lega) hanno voluto precisare: «Non vuol dire che riteniamo che i consiglieri leghisti abbiano colpe. Significa solo che ormai non c’erano più i presupposti per continuare». Carioni ha poi aggiunto: «Gandola non voleva dimettersi, ora lo dovrà fare». La proposta del Pdl di riformare il sistema trasporti comasco, accorpando Cpt e Spt, non è stata discussa. Per quella bisogna aspettare che in consiglio provinciale approdino i due documenti predisposti dal Pdl. Intanto dalle nuove nomine di Spt dipendono anche quelle del cda di Asf Autolinee che, pertanto, slitteranno da venerdì a data da destinarsi.

SI RIPARTE DA ZERO Il sindaco Bruni ha espresso soddisfazione: «Nell’interesse della società tutti i soci hanno concordato nel chiedere le dimissioni di tutto il cda. Infatti, la responsabilità, non sui fatti ma sulla immagine, è collegiale. Hanno tutti colpa se il nome di Spt e la percezione della regolarità con cui è stata svolta l’alienazione del ramo noleggi sono oggi pari a zero». Dopo le dimissioni (la richiesta al cda è stata inviata ieri) l’assemblea dei soci si riunirà per le nuove nomine. «In quella occasione – ha aggiunto Bruni – valuteremo la possibilità di una modifica dello statuto della società per avere un cda più snello». In sostanza il numero dei componenti potrebbe scendere dagli attuali 5 a 3. In rappresentanza della Provincia di Lecco ieri c’era il vicepresidente Italo Bruseghini: «Le dimissioni sono l’unica soluzione possibile. Intanto aspettiamo che la magistratura faccia il suo lavoro per determinare se esistano o meno colpe dal punto di vista legale».

LA LEGA PUNTUALIZZA Per Carioni (ieri assente, al suo posto si è presentato il dirigente di Villa Saporiti Giuseppe Cosenza) la decisione di chiedere le dimissioni di tutto il cda, comprese quelle dei due leghisti Orsenigo e Farina, fino a ieri difesi a spada tratta, non rappresenta un dietro front: «Questa era l’unica soluzione, anche per convincere Gandola a dimettersi. Non vuol dire che secondo noi i due consiglieri leghisti abbiano avuto delle responsabilità. Ma non sta a me dirlo. Io ho nominato Gandola, non loro». A nominarli, infatti, è stato il Cpt, il cui presidente, il leghista Mascetti, ha puntualizzato: «I rapporti all’interno del cda erano compromessi. Non si poteva fare altro. Ma dobbiamo distinguere le responsabilità di chi ha operato da quelle di chi magari avrebbe dovuto controllare ma non ha potuto farlo per carenza di informazione».

a.cavalcanti

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