Mercoledì 27 Maggio 2009

Dimissioni in massa
Azzerata la Spt

«Il cda di Spt Spa è decaduto». Lo ha comunicato ieri il sindaco Stefano Bruni nel corso della commissione comunale in cui è stato chiamato a relazionare sul caso della vendita del ramo noleggi di Spt. Caso su cui tra l’altro sta indagando la procura. Bruni ha fatto sapere che gli amministratori della holding di via Aldo Moro 23 nominati dal Comune (socio di Spt Spa insieme alle Province di Como e Lecco e al Cpt) vale a dire Fiorenzo Bongiasca e Mauro Robba, hanno presentato la lettera di dimissioni. Poiché anche i due leghisti Flavia Farina e Paolo Orsenigo hanno già rassegnato le dimissioni, il cda è da considerarsi interamente azzerato, anche se all’appello nel tardo pomeriggio di ieri mancavano ancora le dimissioni ufficiali del presidente e amministratore delegato Gianandrea Gandola. L’articolo 18 dello statuto di Spt Spa è molto chiaro in merito: «Se per dimissioni o altra causa viene a mancare la maggioranza degli amministratori decade l’intero consiglio d’amministrazione». Quattro consiglieri su cinque hanno lasciato. Ora, stando alle parole del sindaco e allo statuto, non ha più importanza se Gandola intenda dimettersi prima o dopo l’approvazione del bilancio di Spt. Anche lui deve per forza abbandonare. Resta da chiarire se sia costretto a lasciare anche l’organismo di controllo della società.
«Il cda, ancorché decaduto, continuerà a svolgere l’attività di ordinaria amministrazione fino alle nuove nomine - ha detto Bruni - che speriamo possano essere fatte dai soci entro metà giugno, così da procedere entro il 20 anche alle nuove nomine di Asf Autolinee». Infatti, il cda di Asf è scaduto è attende l’assemblea dei suoi soci, tra i quali figura proprio Spt Spa che ne è proprietaria al 51%, per le nuove nomine. L’incontro di ieri ha visto il sindaco “accerchiato” da commissari dell’opposizione molto agguerriti. In particolare contro Bruni sono piovute accuse durissime per non avere da subito manifestato dubbi sull’operazione di cessione del ramo d’azienda. In particolare Donato Supino e Alessandro Rapinese lo hanno criticato per avere dichiarato in diretta tv che la gara di cessione era avvenuta in modo regolare. Secondo Rapinese «doveva manifestare almeno una critica in ordine alla opportunità di come era stata gestita la gara». Il sindaco si è difeso spiegando di essersi «attenuto alle spiegazioni dei revisori dei conti» e che appena ha avuto «elementi di dubbio emersi dalla commissione comunale si è attivato per difendere l’immagine della società». In effetti Bruni ha ammesso che tutta la vicenda «ha prodotto un danno d’immagine per Spt Spa». Ma i commissari non si sono accontentati. Marcello Iantorno (Pd) ha chiesto che «il Comune si costituisca parte offesa e che venga fatta al più presto una perizia del ramo d’azienda ceduto così da quantificare eventuali danni».
Il sindaco ha risposto che «è prematuro costituirsi parte offesa adesso, perché le verifiche sono ancora in corso» e ad ogni modo «c’è tempo cinque anni per richiedere eventualmente i danni». Su una cosa il sindaco ha dovuto dare atto a chi ha mostrato dubbi sulla vicenda: «Un elemento su cui va fatta una riflessione è senz’altro l’esclusione della Rampinini dalla gara».

a.cavalcanti

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