Domenica 31 Maggio 2009

C’è il coprifuoco,
nottambuli sfrattati

La prima vittima della legge regionale anti kebab è un panettiere comasco titolare di uno dei locali più frequentati dai nottambuli di casa nostra, il panificio di via Borgo Vico. Verso le due e mezza dell’altra notte, mentre una ventina di avventori consumava pizze e brioche per strada, la polizia locale gli ha rifilato un verbale da 300 euro per mancata ottemperanza all’articolo 3 della legge regionale che impone una sorta di coprifuoco dalla una alle sei del mattino.
Roberto Lo Fiego, il panettiere canturino titolare del «Buco» di Borgo Vico (i ragazzi lo chiamano così), non è il solo esercente sanzionato. La polizia locale ha emesso altrettanti verbali nei confronti dei titolari di Nichorico’s - panini piadine e birre in viale Lecco - e di Melillo, la storica pasticceria in fondo a via Pasquale Paoli, sul rondò tra via Cecilio e la Statale dei Giovi. Protesta Lo Fiego, che pagherà 300 euro di multa:«Ho otto dipendenti, cioè otto famiglie che dipendono da me. Non voglio neppure pensare a quel che potrebbe accadere se davvero dovessi chiudere...». Lo Fiego ha presentato in Comune la richiesta di poter mantenere aperto in deroga alla legge.
Il Comune non ha ancora risposto ma il contesto, nel suo caso, non è particolarmente favorevole. Diversi residenti hanno già protestato:i clienti che posteggiano in strada, spesso anche bloccandone l’accesso, fanno troppo baccano: «Vero - insiste Lo Fiego - ma è un problema di ordine pubblico che non può dipendere da me». Il futuro? Per ora il panificio resterà aperto, anche se rischia moltissimo. Ha tre possibilità. Al terzo verbale, lo dice la legge, scatta la chiusura. Lui è sibillino: «Ai ragazzi, ai miei clienti, dico di stare pure tranquilli, che non me ne andrò. Organizzeremo un servizio "all’americana", altro, per il momento, non posso aggiungere...». Nel resto di via Borgo Vico, la multa inflitta al panificio è stata accolta con una certa, malcelata soddisfazione. Si parla di più di un esposto, anche anonimo, approdato sulle scrivanie comunali per chiedere la chiusura. «Ma non tutti ce l’hanno con noi. Per esempio, chi sta qui sopra - dice ancora Lo Fiego indicando i piani superiori della palazzina - ha le camere da letto che si affacciano sul retro... E per questo non si lamenta. Capisco che i miei clienti possano dare fastidio ad altri. Ma non è un problema mio. Io faccio il pane, non mi occupo di ordine pubblico».

a.cavalcanti

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