Lunedì 01 Giugno 2009

Bufera sul blitz contro i nottambuli
Insorgono perfino gli assessori

In Comune c’è già chi insorge contro il pugno di ferro che la polizia locale ha riservato nelle scorse notti ai pubblici esercizi. Assessori e consiglieri del Pdl hanno preso una posizione critica contro i controlli che i vigili hanno eseguito nelle scorse due notti per verificare se i locali notturni rispettassero o meno la nuova legge regionale definita “anti-kebab”. Risultato: tre locali (il Fornaio di via Borgovico, il Nichorico’s di viale Lecco e la pasticceria Melillo di via Paoli) sono stati multati. Per loro è scatta una sanzione di 300 euro poiché gli avventori stavano consumando panini, focacce e pizzette fuori dal negozio. E ora imperversa la polemica.
La prima ad alzare la voce è Antonietta Sosio, assessore comunale al Commercio: «Sono basita. Non mi aspettavo un blitz simile proprio nei giorni in cui stavamo discutendo se e quali provvedimenti adottare in relazione a questa legge regionale. I vigili hanno agito ancora prima che la giunta si esprimesse, e questo è sicuramente nelle loro facoltà e nei loro compiti. Ma adesso occorre fare qualcosa. L’intenzione è chiedere al sindaco Stefano Bruni di predisporre deroghe alla legge regionale, possibilità, questa, che è tra l’altro prevista dalla stessa normativa. Va bene un giro di vite sulla vendita degli alcolici, ma il consumo di focacce e panini non ci era mai sembrato un problema».
Si unisce alla contestazione un altro assessore del Pdl, appartenente alla cosiddetta area liberal, Sergio Gaddi, delega alla Cultura: «La città ha bisogno di animarsi anche di notte. Provvedimenti come questo rischiano di ostacolare una città che deve anche sapere offrire qualcosa ai turisti e ai residenti soprattutto in estate. Per questo chiediamo che vengano applicate deroghe alla legge».
Tuona contro la norma anti-kebab, ideata in origine dalla Lega Nord del Pirellone, anche il coordinatore cittadino del Pdl e consigliere comunale, Stefano Rudilosso: «Sono necessarie subito delle deroghe. Como è una città turistica, servono punti per la vendita di alimenti anche in orari notturni. Se poi si verificano problemi di sicurezza, questi devono essere certamente affrontati, ma non possono farne le spese gli esercenti. Il fornaio di via Borgovico teme di essere costretto a chiudere l’attività di vendita notturna, con il rischio di licenziare 6 persone. Come si vede in tempo di crisi una legge del genere rischia di peggiorare solo la situazione. Auspico che il sindaco e l’assessore predispongano al più presto delle deroghe».
Frena, invece, il capogruppo della Lega a Palazzo Cernezzi, Giampiero Ajani, sostenitore in linea di massima della legge regionale: «La deroga non può essere utilizzata sempre e incondizionatamente. Cominciamo a capire meglio perché i vigili hanno elevato le multe, dopodiché possiamo valutare la possibilità di adottare provvedimenti ad hoc per alcuni casi».

a.cavalcanti

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