Mercoledì 03 Giugno 2009

Legge anti kebab e chiusure
Bruni: "Le deroghe? Vedremo"

COMO - Le deroghe alla cosiddetta “legge anti-kebab” non sono affatto scontate. Il sindaco Stefano Bruni per il momento prende tempo e dice: «Vedremo». E forse fa bene a non sbilanciarsi. Non prima di avere esaminato la relazione che il settore Commercio del Comune e la polizia locale stanno predisponendo per chiarire l’applicabilità della legge e i limiti entro i quali il primo cittadino potrà eventualmente firmare un’ordinanza per derogare.
La relazione arriverà sul tavolo della giunta di Palazzo Cernezzi nel giro di un paio di settimane. Intanto, però, la polemica monta non solo tra i destinatari della legge, vale a dire il laboratori artigianali come pasticcerie e focaccerie che non possono più vendere prodotti dopo l’una di notte. Il Pdl su questo tema è  spaccato. E anche negli ambienti leghisti, nonostante la paternità del provvedimento spetti proprio a un lumbard (il consigliere regionale Daniele Belotti) ci sono posizioni contrastanti.
La polemica è scoppiata domenica, dopo che nel week end i vigili hanno eseguito un blitz in tre esercizi artigianali, molto frequentati nelle ore notturne dai giovani. Dopo le 2 e mezza del mattino il fornaio di via Borgovico si è visto elevare una multa da 300 euro, mentre al paninaro Nico Richo’s di viale Lecco e alla pasticceria Melillo di via Paoli è toccato un semplice verbale (momento del controllo non stavano vendendo prodotti). Ma la legge parla chiaro: i laboratori artigianali, salvo deroghe da parte dei Comuni, possono vendere al pubblico solo dalle ore sei del mattino alla una di notte del giorno dopo. Un provvedimento volto a limitare gli assembramenti di gente fuori da questi locali per tutta la notte.
Ed è qui che scatta la diatriba. I consiglieri e gli assessori liberal del Pdl hanno invocato immediate deroghe da parte del sindaco Bruni per favorire la vita notturna di una città turistica come Como. Ma, sempre nel Pdl, c’è chi si oppone. Stefano Molinari, dell’ex An, abita proprio in via Borgovico: «Premetto che io non sento nulla perché camera mia si affaccia su un’altra strada. Tuttavia bisogna rispettare il diritto al riposo di chi si sveglia alle sette del mattino per lavorare. A chi dice che c’è necessità di deroghe io domando: dove abitate? L’assessore al Commercio Etta Sosio si è detta basita per il blitz dei vigili. Resto io basito che un assessore reagisca così: esiste una legge e va fatta rispettare». Eppure persino nella Lega c’è chi invoca le deroghe. La lumbard Flavia Farina prende le distanze dalla legge: «Ho una figlia di 19 anni e so cosa vuol dire per i giovani avere un punto di ritrovo dove mangiare qualcosa anche alle ore piccole. Non fanno nulla di male se mangiano un cornetto o una pizzetta dopo la discoteca». Il sindaco Bruni per il momento non prende posizione: «I vigli hanno fatto il loro lavoro. Ora però dobbiamo capire se c’è modo di conciliare le esigenze e i diritti di tutti, residenti, commercianti e clienti».

a.cavalcanti

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