Giovedì 04 Giugno 2009

E il fornaio multato annuncia:
«Ho licenziato due commessi»

A Como il primo esercizio commerciale a subire gli effetti della cosiddetta legge anti-kebab, varata dal Pirellone, è un italianissimo forno di via Borgovico, gestito da Roberto Lo Fiego. Ieri Lo Fiego, dopo le recenti multe comminate dai vigili della polizia locale perché vendeva focacce e pizzette dopo l’una di notte, ha licenziato due dipendenti. «Se devo rispettare questa legge - ha commentato il fornaio - vuol dire che devo rinunciare a vendere i miei prodotti di notte. Questo significa che il mio incasso verrà ridotto notevolmente. Non posso fare altro che licenziare del personale. Oggi (ieri, ndr) ho licenziato due ragazzi, ma nei prossimi giorni dovrò fare la stessa cosa con altri due dipendenti».
Proprio ne giorni scorsi Stefano Rudilosso, coordinatore cittadino del Pdl, aveva denunciato il rischio che «il provvedimento regionale possa nuocere agli esercenti costringendo a ridurre il personale proprio in questo periodo di forte crisi economica». Un rischio che, almeno su Como, si è concretizzato in pieno. A perdere il posto di lavoro sono stati due ragazzi che erano stati assunti a tempo indeterminato. Uno di loro è un extracomunitario assunto part-time. Lo Fiego tiene a precisare che la sua drastica soluzione non rappresenta affatto un ricatto nei confronti dell’amministrazione comunale e del sindaco, già invitato tra l’altro da molti consiglieri e assessori a predisporre una deroga (possibilità prevista dalla stessa legge regionale) che consenta ai laboratori artigianali di continuare a vendere durante tutta la notte: «Gran parte del mio guadagno lo devo alla vendita nelle ore notturne. Ora siamo due soci e sei dipendenti, ma se devo chiudere all’una, devo ridurre il personale. Vorrà dire che tornerò a fare quello che facevo 8 anni fa quando ho aperto il forno. Cioè il semplice fornaio che produce di notte e vende di giorno. Guadagnerò di meno, ma farò anche meno sacrifici. Non riesco, però, a comprendere questa legge che crea tanti disagi in un momento di crisi economica. Ma non vorrei che i recenti controlli fossero un pretesto solo per colpire me. Ci sono altre attività come le mie, ma non mi risulta che siano state multate». Il forno di Lo Fiego è tuttora al centro di un’aspra polemica tra i residenti della zona che lo hanno accusato di attirare folle di giovani rumorosi fino all’alba e di causare sporcizia fuori dal locale: «Non so come si faccia a dire una cosa del genere. Io ho sempre pulito. Ho addirittura assunto un ragazzo per pulire venerdì e sabato mattina alle 5. Quanto agli schiamazzi, di giorno d’inverno il problema non si pone, perché i ragazzi vanno in macchina a mangiare. D’estate nessun cliente ha mai dato motivo alle forze dell’ordine di intervenire».

a.cavalcanti

© riproduzione riservata