Martedì 09 Giugno 2009

Ragazzi tutti fumo e bottiglia
Sul Lario crescono le dipendenze

Cresce il consumo di droga, cresce l’abuso di alcol. È un doppio allarme quello lanciato ieri dall’Asl, che ha diffuso i dati sull’attività dei Sert nel 2008. I tossicodipendenti sono di nuovo in aumento: «Il numero di persone in cura era rimasto stabile per un paio d’anni, risultando addirittura in calo nel 2007 - spiega Raffaela Olandese, direttore del dipartimento Dipendenze - Ora, invece,  gli utenti sono tornati a salire, arrivando a 1.914 contro i 1.765 del 2007». Prevalgono i maschi (l’85,8%) e cresce l’utenza giovanile, con 186 nuovi accessi tra i 20 e i 29 anni d’età e 21 ragazzi sotto i vent’anni. Aumentano i soggetti residenti nei distretti di Como e del Medio Alto Lario. «Continua l’ascesa  della cocaina come sostanza di uso primario (dal 16,9% è salita al 22,6%), anche se prevale ancora l’eroina (71,2%), peraltro in ripresa per una precisa scelta del mercato: visto che crea rapidamente una dipendenza fisica, gli spacciatori possono assicurarsi in breve tempo dei clienti sicuri». Restano fuori dalle statistiche i consumatori di droga più giovani, non ancora dipendenti: «I cannabinoidi si sono diffusi in modo preoccupante tra i ragazzi - dice Olandese - così come le sostanze psicoattive in genere. Il quadro è preoccupante, i giovani dispongono di un’offerta sempre più ricca e vengono a contatto con la droga precocemente, anche perché sul mercato sono comparse microdosi vendute a basso costo proprio per attirarli».
Anche l’alcol resta una piaga difficile da guarire: «I soggetti in cura sono passati dai 339 del 2005 ai 400 del 2008 - dice la responsabile dell’unità Alcoldipendenze, Teresa Parillo - La bevanda prevalente resta il vino, anche se crescono birra e superalcolici». Come per la droga, i dati dei Sert non rispecchiano quanto sta avvenendo nel mondo giovanile, dove il consumo di alcolici è sempre più diffuso (in particolare birra, bevande a bassa gradazione assunte in grande quantità, happy hours caratterizzati da cocktail con superalcolici), spesso a stomaco vuoto. «Ci sono casi di ricoveri per patologie alcol correlate a 27 anni, perché si inizia sempre prima - dice Parillo - sebbene la legge vieti di vendere alcolici ai minori di 16 anni». «Chi non beve - commenta il direttore sociale dell’Asl, Salvatore Tagliata - viene considerato fuori moda ed emarginato dai coetanei. Una situazione sconcertante e pericolosa». L’Asl prossimamente fornirà a Confcommercio alcuni filmati di forte impatto che mostrano gli effetti della guida in stato d’ebbrezza. Verranno proiettati in pub e locali.

a.cavalcanti

© riproduzione riservata