Giovedì 11 Giugno 2009

«Il Comune così non va»
E Bruni pensa al Pirellone

Il rimpasto non ha risolto i problemi, l’amministrazione «non funziona per 7-10 consiglieri che non vogliono», c’è il rischio «che non si arrivi a fine mandato». E ancora «serve una verifica sui temi urbanistici». È questo il quadro tracciato dal sindaco Stefano Bruni sulla situazione in cui si trova il Comune di Como. Il mese cruciale sarà quello di novembre, quando scadranno i due anni e mezzo del mandato e, in caso di sfiducia, Bruni non si potrà più ricandidare. Ma se la situazione non migliorerà potrebbe essere a quel punto lo stesso sindaco a dimettersi, attribuendo la responsabilità a coloro che, all’interno del Pdl, «mettono i bastoni tra le ruote» per usare una sua espressione.
A fine febbraio, dopo mesi di immobilismo e su pressione di dieci consiglieri dell’ex Forza Italia, il sindaco ha attuato il rimpasto spostando Umberto D’Alessandro dall’Urbanistica e sostituendolo con Roberto Rallo. In giunta anche Etta Sosio (al posto di Paolo Gatto) ed Ezia Molinari (subentrata ad Alessandro Colombo). Tutto risolto? Niente affatto.  «Nella maggioranza - ha detto Bruni - da 6-8 mesi qualche problema c’è, questo è indubbio. Il rimpasto non ha sistemato adeguatamente i problemi, e la sfida sui temi urbanistici è aperta. O si risolve o non arriviamo a fine mandato».
Il sindaco ha annunciato che «serve una verifica profonda, da qui a sei mesi, per capire tutto sui temi urbanistici. C’è il problema della mancanza di una strategia urbanistica. Le imprese che lavorano sui piani attuativi hanno delle aspettative».
Il sindaco è deciso a riportare il caso Como sul tavolo regionale del partito. Per farlo aspetterà la conclusione delle elezioni provinciali a Milano.
Il sindaco non esclude di mettersi in corsa per un posto al Pirellone: «Ho vissuto da protagonista anche queste elezioni europee, lo farò anche alle regionali in maniera diretta».

p.moretti

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