Venerdì 12 Giugno 2009

Spento per sempre
il sorriso di Valentina

«Attento, quella è una curva difficile». Michele Serpi viaggiava sul sedile posteriore accanto a Valentina, quando l’auto era già a poche decine di metri dall’appuntamento con un destino crudele. Ventiquattrenne, pavese d’adozione, Michele conosceva quella strada e i suoi pericoli. E, mercoledì sera, si era sentito in dovere di mettere in allerta l’amico, il giovane di Grossotto (Sondrio) che era alla guida della Golf. E Davide Caspani, il 21enne valtellinese, in effetti ha rallentato. Ha affrontato quella curva difficile. Ma a metà, all’improvviso, ha perso il controllo. La vettura è uscita di strada. Una ruota è saltata su un cordolo facendo ribaltare l’auto e facendola finire in un piccolo dirupo, proprio accanto al Ticino.
A raccontare agli amici gli ultimi istanti di vita di Valentina Musso, la ventunenne studentessa di Como morta sul colpo nell’incidente avvenuto mercoledì attorno alle 21 alla periferia di Pavia, è stata Chiara Bergamaschi. Coetanea di Valentina e come lei comasca (di Tavernola), Chiara è uscita da sola dall’auto ribaltata con qualche contusione e alcuni graffi al volto provocati dalla rottura del parabrezza. Viaggiava sul sedile anteriore della Golf (che era di proprietà della ventunenne rimasta vittima nello scontro), proprio accanto al guidatore. Studentessa della Bicocca Chiara, della Bocconi Valentina, avevano entrambe deciso di trascorrere la serata con il loro amico di Grossotto, che a Pavia frequenta il secondo anno di economia all’università, e con il compagno di studi di lui, Michele Serpi. Erano appena andati a bere un aperitivo in centro. E stavano tornando a casa dei ragazzi, per cambiarsi e andare a ballare.
Secondo il racconto fatto da Chiara ai moltissimi amici sconvolti per la notizia del tragico incidente, pare che poco prima di una serie di curve Michele Serpi, che Pavia la conosceva, avesse iniziato ad avvisare Davide Caspani del potenziale pericolo. Due curve, affrontate senza difficoltà. Poi quella più pericolosa. E, purtroppo, risultata fatale. Lungo una strada che non era protetta da guard rail, ma che costeggiava una pista ciclabile.
La Golf, dopo aver colpito il cordolo in cemento della pista riservata alle bici, si è ribaltata sul lato del passeggero. Il primo ad uscire è stato proprio il giovane valtellinese che era al volante. Il quale ha immediatamente aiutato Chiara Bergamaschi a saltar fuori dall’auto. Sul piazzale di fronte alla palestra per il cannottaggio del Cus Pavia i tre ragazzi si guardano attorno e non vedono Valentina. L’hanno trovata sul sedile posteriore. Già morta. Gli amici hanno chiamato l’ambulanza, ma per la ventunenne comasca, ex campionessa di nuoto sincronizzato, un futuro da manager stroncato a pochi mesi dalla laurea, i medici non hanno potuto nulla. Fatale, pare, una frattura al collo. Ma sarà l’autopsia, disposta in queste ore dalla procura di Pavia, a far chiarezza sulle cause del decesso. E sui perché di una tragedia incomprensibile.
Gli agenti della polizia locale del capoluogo sulle rive del Ticino, nel frattempo, hanno già iniziato a predisporre un’approfondita relazione con la dinamica dell’incidente, da consegnare alla magistratura. Toccherà alla giustizia chiarire eventuali responsabilità - se ve ne sono - del giovane che era alla guida della Golf di Valentina. Sua grandissima amica. E morta sotto i suoi occhi.

a.cavalcanti

© riproduzione riservata