Venerdì 12 Giugno 2009

Scala il cedro per protesta
e ci rimane sopra per tre ore

Erano da poco passate le sette quando un ragazzo si è arrampicato - con sè aveva anche una corda di sicurezza - sul grande cedro di piazza Verdi. Si è seduto su uno dei rami più alti, ha aperto lo zaino e si è messo a leggere un libro. Pochi minuti dopo è arrivato sul posto l’assessore competente, Fulvio Caradonna, e si è scatenato lo show. Sotto la pianta c’erano anche una pattuglia della polizia di Stato e i vigili urbani oltre agli operai sul posto per transennare l’area e, probabilmente, per iniziare a tagliare qualche ramo del cedro.
«Volevano abbattere l’albero - ha spiegato il ragazzo, Luca Astolfi - e abbiamo deciso di mobilitarci. Mio fratello si è attivato su facebook e il gruppo è già a quota 400 iscritti e io ho deciso di mettere in atto questa protesta simbolica per attirare attenzione». Luca è rimasto per circa tre ore sul cedro che l’amministrazione comunale è decisa ad abbattere per realizzare al suo posto una piazza completamente pedonale. E le proteste continueranno. «Se procedono con l’abbattimento andremo avanti - prosegue il ragazzo di Como - perché rimuoverlo non ha senso. Quell’albero sta bene dov’è, non è malato e non crea problemi. Poco distante c’è la ferrovia e se un albero è brutto, tutti i tralicci cosa sono? Almeno quello dà un tocco di verde. L’albero era già lì, esattamente come il Teatro Sociale. Avrebbero potuto fare un progetto tenendone conto». Sul posto anche il vicesindaco Francesco Cattaneo.
La mattina, per il cedro e per l’assessore Caradonna, è stata abbastanza movimentata. Buona parte dei comaschi che passavano da piazza Verdi si fermavano a guardare la pianta. «Ma che senso ha abbatterla?» chiede una signora con un bimbo e aggiunge: «Bisogna assolutamente protestare, porteremo qui tutta la scuola». Una signora agguerrita va dritta dall’assessore a chiedere spiegazioni al grido di «non si può tagliare, è un atto di inciviltà». Caradonna sta ad ascoltare, ma non arretra di un millimetro e, dopo un po’, ribatte: «Ma signora, lei è agronoma?». Siparietti analoghi hanno avuto più di un bis. «La polemica è legittima - ha poi detto Caradonna - e ciascuno ha il suo parere. Ma la questione era arrivata in consiglio comunale e durante la discussione dai banchi della minoranza nessuno ha detto nulla». Erano però state raccolte oltre 2mila firme per salvare la pianta. «Ma in questo anno e mezzo - ha aggiunto Caradonna -
non ho visto nessun consigliere porre il problema o chiedere qualcosa. Questa è una battaglia ideologica: mi chiedo perché gli ambientalisti non si siano battuti per l’olmo nella ex proprietà dell’ex assessore Binda, o in via Prudenziana. Si muovono solo adesso, ma noi andremo avanti».
Un gruppo di consiglieri ha anche depositato una mozione in consiglio comunale e la portavoce dei Verdi, Elisabetta Patelli, ieri ha inviato una nuova lettera al prefetto chiedendo che intervenga per sospendere l’abbattimento dell’albero fino al pronunciamento del consiglio. Caradonna ha già fatto sapere che non aspetterà: «Abbiamo già fatto l’appalto e un’opera pubblica non si ferma per una mozione».

a.cavalcanti

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