Venerdì 12 Giugno 2009

Como sta sprofondando
Sotterranei del Duomo a mollo

C’è una piccola Atlantide sotto i nostri piedi. Dopo la faglia fotografata vicino a Villa Olmo, prova della potenziale sismicità del capoluogo lariano, i geologi dell’Università dell’Insubria mettono a segno un altro "scoop": l’area a lago continua a sprofondare al ritmo di 4 millimetri l’anno, tant’è che l’acqua ha invaso i sotterranei del Duomo, arrivando fino a un metro e mezzo dal pavimento, e molte aree archeologiche.
È dal 2002 che un gruppo di ricercatori di Scienze ambientali studia la subsidenza del centro storico, monitorando in accordo con il Comune una ventina di piezometri e due idrometri che misurano rispettivamente il livello della falda sotto la città e quello del lago. «Seguendo gli indizi di alcuni autori dell’Ottocento, che già si erano accorti che l’idrometro del lungolago, vicino a piazza Cavour, dava indicazioni diverse ogni anno, abbiamo confrontato i dati di quest’ultimo con quelli dell’analogo strumento posizionato dagli anni Trenta a Villa Geno, dove il fondo è roccioso e quindi non soggetto a modificazioni», spiega Fabio Brunamonte, professore a contratto di Idrogeologia. Il problema è stato ricostruire una statistica significativa: «Da quando c’è l’idrometro di Villa Geno, non sono più stati pubblicati i dati di quello del lungolago. E poi non si trovavano più molti tabulati perché il Servizio idrogeologico che li ha compilati per decenni è stato progressivamente smantellato a partire dagli anni Ottanta». Per mesi i ricercatori dell’Insubria hanno investigato, oltre al sottosuolo comasco, gli archivi dei vari enti che si sono occupati della gestione delle acque. «Finché una nostra neodottoressa, Raffaelle Moretti, ha trovato in uno scantinato dell’Arpa le misurazioni relative al decennio 1977-87, ovvero quelle appena successive al periodo di massima all’erta, quando fu costituita una commissione subsidenza a seguito dello sprofondamento di svariati centimetri dovuto alle attività industriali che pompavano acqua dalla falda». Le misure adottate allora, ovvero la chiusura di tutti i pozzi cittadini, non hanno bloccato il fenomeno ma lo hanno semplicemente riportato a dimensioni più naturali, note fin dai tempi antichi. «Confrontando i dati dell’idrometro di Villa Geno con quelli rilevati a Malgrate, dove pure il terreno è stabile, si ha una sostanziale equivalenza - dice Brunamonte -. Invece quello del lungolago, costituito in buona parte da materiali di riporto con i quali sono stati riempiti l’ex porto di Como e alcune darsene private, segna un abbassamento costante, in media di 3-4 millimetri l’anno». L’obiettivo dei geologi dell’Insubria è di «costruire una tendenza a lungo termine», continuando a utilizzare come riferimento i due idrometri. Ma per poterlo fare «occorre che quello del lungolago, spostato per il cantiere delle paratie, venga riposizionato al punto giusto».
La conferma dello sprofondamento, i ricercatori l’hanno avuta controllando il livello dell’acqua sotto la città attraverso i piezometri. I casi più eclatanti sono quello della Cattedrale e dell’area delle terme romane di viale Lecco, ora occupata del cantiere dell’autosilo. «Entrando in Duomo, sulla sinistra, c’è una lastra del pavimento che si sposta, e lì misuriamo il livello che ha raggiunto l’acqua nel locale sottostante, alto all’incirca 4 metri. Bene - dice Brunamonte - in media è a un metro e settanta dal pavimento e quest’inverno ha raggiunto il metro e mezzo». Mentre in viale Lecco era arrivata «a 50 centimetri dal prato».

a.cavalcanti

© riproduzione riservata