Venerdì 12 Giugno 2009

Spt, ora è Bruni nella bufera:
«Dimissioni non depositate»

«Il cda di Spt Spa è decaduto». Lo aveva annunciato il sindaco, Stefano Bruni, il 26 maggio scorso davanti ai consiglieri di Palazzo Cernezzi riuniti per discutere il caso Spt e la cessione del ramo noleggi che hanno portato la procura ad aprire un’inchiesta iscrivendo sul registro degli indagati il presidente della società, Gianandrea Gandola. In quell’occasione il primo cittadino dichiarò anche che i due consiglieri nominati dal Comune, Fiorenzo Bongiasca e Mauro Robba gli avevano consegnato le dimissioni. Il giorno prima lo avevano fatto i due rappresentanti del Ctp, il leghisti Flavia Farina e Paolo Orsenigo inviando una raccomandata a Spt.
Ieri, però, è esplosa la polemica. Clamorosa. Secondo il Cpt il cda non sarebbe affatto decaduto al punto che si è riunito (con Gandola, Bongiasca e Robba) il 9 giugno approvando il bilancio. «Da quanto apprendiamo - tuona il presidente del Cpt Alberto Mascetti - le dimissioni di Bongiasca e Robba non sono state depositate in Spt e, quindi, il cda è ancora in carica e non è mai decaduto. Sono esterrefatto dal comportamento del sindaco di Como che ha permesso all’attuale presidente dei Spt di procedere e quindi di fatto ha smentito quanto da lui proposto e sottoscritto precedentemente. Sono stato, come socio, preso in giro dal sindaco Bruni poiché credevo che Robba e Bongiasca si fossero dimessi esattamente come i due rappresentanti del Cpt, ma così non è stato. Il cda ha approvato il bilancio il 9 giugno e i miei due rappresentanti avrebbero dovuto essere convocati per l’ordinaria amministrazione, ma non è stato fatto. Ho soltanto ricevuto una comunicazione a posteriori che mi comunicava il via libera al bilancio da parte del consiglio di amministrazione. Quello stesso che tutti credevano decaduto». E adesso? «Per prima cosa - ha concluso Mascetti -  mi aspetto che Bruni faccia effettivamente dimettere Robba e Bongiasca, come aveva annunciato e chiesto lui stesso».
In pratica senza le dimissioni dei due rappresentanti del Comune il consiglio di amministrazione sarebbe in carica a tutti gli effetti poiché il presidente Gianandra Gandola non si è mai dimesso. Questo significa che con tre componenti su cinque non dimissionari il cda può riunirsi e deliberare. Da chiarire, se confermato, il perché quelle dimissioni non siano arrivate alla Spt holding, come è avvenuto per i due rappresentanti del Cpt che non sono più in carica dal 25 maggio scorso. 
Il presidente della Provincia, Leonardo Carioni, ha fatto solo una dichiarazione stringata: «Non ho parole - ha detto ieri - perché dalle notizie che avevo e che aveva anche la stampa erano avvenute le dimissioni di tutti i consiglieri. Quello che apprendo oggi mi lascia basito».
La vicenda rischia comunque di avere ripercussioni politiche che si vanno a legare anche alle nomine di Asf definite «illegittime» dalle minoranze e pure dalla Lega poiché il cda era decaduto. Se così non fosse, però, quelle nomine - che avevano indicato alla presidenza un tecnico, il dirigente del Comune Antonio Viola, non accogliendo il nome di Paolo Colombo, indicato dal Carroccio (a cui spetta il presidente) - sarebbero valide a tutti gli effetti. Sotto il profilo strettamente tecnico sembra essere tutto regolare e la grana si profila tutta politica.

a.cavalcanti

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