Martedì 16 Giugno 2009

I referendari
diffidano il Comune

Scontro aperto tra il Comune e il comitato che ha voluto il referendum sull’area del Sant’Anna e quello sul dormitorio. I referendari, a pochi giorni dal voto (in programma il prossimo 21 e 22 giugno, insieme ai referendum nazionali) denunciano l’impossibilità di affiggere manifesti a Como: «Dopo le nostre richieste e quelle di alcune associazioni fiancheggiatrici – spiega il comitato – il Comune ci ha assegnato dei pannelli. Purtroppo, però non abbiamo trovato gli spazi disegnati, mentre c’erano gli spazi per i referendum nazionali». Ma il tempo stringe e così i promotori della consultazione popolare hanno deciso di affiggere ugualmente i loro manifesti: «Non possiamo attendere ancora la riparazione di vostre mancanze o errori – scrivono in una lettera inviata all’ufficio elettorale dei Palazzo Cernezzi – Diffidiamo il vostro ufficio dal prendere qualsiasi provvedimento nei confronti dei nostri manifesti». Poi l’affondo: «Anche in considerazione dell’interruzione della nostra campagna referendaria dal 23 maggio al 30 maggio, avvenuta per il mancato accordo preventivo del Comune di Como con la prefettura sulle modalità dello svolgimento delle consultazioni in contemporanea con i referendum nazionali, chiediamo al Comune un risarcimento in termini di comunicazione istituzionale sulle modalità di svolgimento dei referendum nelle giornate del 21 e 22 giugno, da pubblicizzare attraverso tutti i canali propri del Comune, come bacheche delle circoscrizioni, sito web, notiziario cittadino e attraverso
annunci sui mezzi informativi più diffusi in città».
La replica dell’amministrazione non si è fatta attendere: «La macchina comunale per garantire la piena regolarità dei referendum comunali non si è mai fermata, a differenza di quanto comunicato dal comitato referendario, che ha accusato gli uffici di mancanze ed errori - si legge in una nota - In particolare, le contestazioni sono state controdedotte dall’ufficio elettorale, che ha il compito di individuare e assegnare gli spazi deputati alla propaganda referendaria. Cosa che è stata puntualmente svolta, con l’inoltro della proposta di deliberazione alla giunta Comunale in data 9 giugno, a poche ore dalla chiusura dei termini di presentazione delle richieste. Richieste che gli stessi referendari hanno presentato fuori tempo massimo e per cui i termini sono stati prorogati. Il 10 giugno la giunta ha deliberato gli spazi e il 12 giugno sono cominciati i lavori di predisposizione dei pannelli, che si concluderanno domani mattina (stamattina, ndr)».

a.cavalcanti

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