Venerdì 26 Giugno 2009

"Se la Ticosa salta
il sindaco si dimetta"

COMO La Ticosa è stata una delle “armi” con cui Bruni ha combattuto la campagna elettorale nel 2007. Ora rischia di essere la causa del fallimento della sua amministrazione. Il 27 gennaio 2007 l’abbattimento della vecchia tintostamperia segnava uno dei momenti più folgoranti della propaganda politica del primo cittadino, ma dopo due anni e mezzo tutto è immobile e rischia di rimanere tale ancora per un bel pezzo. Multi ha manifestato titubanze a condurre in porto le operazioni. Un colpo di scena clamoroso che, se confermato, farebbe scattare tra i banchi dell’opposizione di centrosinistra in consiglio comunale la richiesta di dimissioni del sindaco. All’attacco il capogruppo del Pd, Luca Gaffuri: «Si conferma quello che abbiamo sempre detto: il contratto preliminare di vendita non tutela a sufficienza il Comune di Como ed è chiaro ormai che l’operazione Ticosa è stata finalizzata alla campagna elettorale di Bruni. Non si può biasimare Multi. È ovvio che un’impresa che investe grandi capitali ha la necessità di avere tempi certi e garanzie sulla possibilità di collocare l’intervento immobiliare. Il Comune però non è in grado di dare tempi certi. Ora chiediamo che sia fatta chiarezza sullo stato dell’arte. La settimana prossima il PII della Ticosa arriverà in consiglio. Quella sarà l’occasione per un confronto schietto. Ma se sarà formalizzata la rinuncia di Multi questa amministrazione dovrà dichiarare fallimento. La naturale conseguenza sarebbero le dimissioni del sindaco Bruni».

f.angelini

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