Martedì 14 Luglio 2009

Tornano le malattie "dimenticate"
Spaventano morbillo e tubercolosi

Nei primi sei mesi di quest’anno i casi sono stati 34, un numero identico a quello registrato nell’intero 2008.
Parliamo del morbillo, che è tornato prepotentemente alla ribalta sul Lario mettendo ko diversi giovani. Ne hanno fatto le spese anche due maturandi del «Terragni» di Olgiate Comasco, che hanno dovuto sostenere le prove suppletive. «Uno dei focolai più importanti - spiega la responsabile del dipartimento prevenzione dell’Asl Maria Gramegna - è stato segnalato proprio in una scuola, il liceo Giovio, mentre un altro all’Università dell’Insubria». Non è un’eccezione, visto che il morbillo colpisce sempre meno i bambini e sempre più giovani e adulti: «I più piccoli sono protetti dal vaccino, nella nostra provincia la copertura tra zero e due anni è al 95% - dice la Gramegna - Il virus, quindi, si rivolge altrove. L’aumento registrato nella prima parte del 2009 è significativo ma non preoccupante, la malattia da sempre ha un andamento ciclico. Non appena si accumula un numero di persone non protette, la curva torna a risalire, anche perché il morbillo si trasmette con facilità e velocemente». A suscitare timori, quest’anno, è stata però soprattutto la meningite, che ha ucciso un ragazzo e poi si è ripresentata di nuovo nell’Erbese: «Non è ancora certa la correlazione tra i due fatti, avvenuti a distanza di circa un mese - dice l’esperta dell’Asl - Sono in programma vertici con la Regione e l’Istituto superiore di sanità per svolgere ulteriori indagini». Nel 2008 i casi di meningite sono stati 23 (contro i 17 dell’anno precedente), sette dei quali di tipo meningococcico, il più pericoloso.
Le segnalazioni di malattie infettive giunte all’Asl nel corso del 2008 hanno toccato quota 2.431, con un tasso grezzo pari a 419 segnalazioni ogni 100mila abitanti. I soggetti colpiti da tubercolosi sono stati 34: «Tredici persone sono ancora in terapia e tre non si sono più presentate, mentre le altre sono guarite - spiega Gramegna - Non si sono verificati casi secondari e questo testimonia la bontà del lavoro svolto. Su 34 malati, 19 erano stranieri. Molti vivono in Italia da diverso tempo ma questo non significa che siano immuni dalla patologia». Quanto alle altre malattie infettive, l’Asl ha conteggiato 29 casi di legionella, 175 di salmonellosi, 250 di diarrea infettiva (in aumento tra i bambini), 50 di tigna, 60 di scabbia e 8 di malaria, con un decesso (un cittadino del Togo di ritorno da un viaggio nel Paese d’origine): «La malaria - ha sottolineato Gramegna - ha colpito persone che non si erano vaccinate prima di partire». Da segnalare, infine, 14 nuovi casi di Aids, 9 di epatite A e 20 di epatite B (trasmesse per lo più per via sessuale, ma c’è anche chi si è ammalato per colpa di un tatuaggio effettuato senza rispettare le norme igieniche).
Mi. Sa.

a.cavalcanti

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