Scandalo rimborsi
Cattaneo patteggia

Chilometri d’oro, archiviate le richieste al Comune di Rovellasca. Non quelle in Provincia: un anno e 4 mesi al vicesindaco

Il vicesindaco di Como Francesco Cattaneo ha chiesto di poter patteggiare una pena a un anno e quattro mesi per chiudere i conti con la Procura di Como nell’ambito dell’indagine sulle richieste di rimborso chilometrico che Cattaneo presentò in contemporanea al Comune di Rovellasca (del quale, fino allo scorso anno, era sindaco) e all’amministrazione provinciale, di cui era assessore all’Ambiente nonché vicepresidente.
La richiesta di patteggiamento, sulla quale dovrà esprimersi il magistrato titolare del fascicolo (seguirà, in caso di accordo, la ratifica del giudice preliminare) dovrebbe consentire a Cattaneo di non oltrepassare il limite dei due anni entro i quali è consentita l’applicazione della cosiddetta sospensione condizionale: nel 2005 era stato già condannato a nove mesi, nelle vesti di primo cittadino di Rovellasca, per l’incendio colposo di una abitazione di via Parini, in paese, che costò ustioni gravissime a una signora quarantenne. Cattaneo (e con lui il suo vice e il responsabile della gestione del gasdotto) era accusato di non avere provveduto a "odorizzare" il gas, rendendone quindi meglio percepibili all’olfatto eventuali perdite. La sentenza di primo grado fu poi ridotta, in appello, a sei mesi, che oggi andrebbero comunque ad aggiungersi all’eventuale patteggiamento, a sua volta destinato a estinguersi entro i prossimi cinque anni.
La Procura della Repubblica di Como è orientata ad archiviare le richieste di rimborso inoltrate in Municipio a Rovellasca, ritenendo evidentemente che fossero legittime. È ovvio però che non potessero esserlo, al contempo, anche quelle presentate a Villa Saporiti, tanto più che secondo l’accusa queste ultime furono inoltrate per i medesimi percorsi delle prime.

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