Giovedì 23 Luglio 2009

Influenza suina nel Comasco:
gli episodi sospetti salgono a 5

Influenza A/H1N1 sul Lario: cinque casi sospetti, più uno accertato. L’ha rivelato ieri la Regione, a margine di una conferenza stampa dedicata proprio ad illustrare le iniziative predisposte per monitorare e prevenire la diffusione del virus. L’unico caso conclamato di «nuova influenza» registrato in provincia di Como resta, dunque, quello della trentottenne rientrata in maggio da un viaggio in Messico con i sintomi della malattia (poi confermata dalle successive analisi). Ed è facile ipotizzare che anche i casi sospetti riguardino persone di ritorno dall’estero, visto che quasi tutti i lombardi colpiti hanno contratto la malattia fuori dai confini italiani: su 70 casi accertati in Regione (211 quelli sospetti), 27 persone avevano soggiornato negli Usa, 22 in Gran Bretagna, 4 in Argentina, 3 in Messico, 3 in Australia, 1 in Brasile, Cile, Filippine e Grecia. Soltanto 6 tra i lombardi contagiati non si erano mossi dall’Italia. Nei giorni scorsi, a Como era trapelata la notizia di una bambina appena giunta dagli Stati Uniti con sintomi che avevano indotto i medici del Sant’Anna a formulare una diagnosi di sospetta influenza «suina» e a predisporre accertamenti approfonditi.
I dati confermano, inoltre, che il virus colpisce soprattutto giovani: 28 su 70 hanno tra 10 e 19 anni, 27 tra 20 e 39 anni, mentre gli “over 60” sono solo 2 e si inizia a parlare di una possibile «immunità» per gli anziani, dovuta alla circolazione in passato di virus analoghi. Intanto, l’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani rassicura: «Da tempo abbiamo attivato il Piano pandemico, in attesa che sia pronto il vaccino. M al momento non esistono allarmi e non c’è alcun motivo per attuare altre misure eccezionali a tutela della salute pubblica». Luigi Macchi, dirigente dell’unità organizzativa Governo della prevenzione, ha ricordato che il virus è meno aggressivo rispetto all’influenza stagionale e che finora ci sono state conseguenze mortali solo per soggetti già affetti da altre patologie. Quanto alla vaccinazione, l’orientamento è quello di proporla innanzitutto a medici, operatori dei servizi essenziali e soggetti a rischio (malati cronici, persone tra 6 mesi e 18 anni di età). La Regione vorrebbe anche installare negli aeroporti di Malpensa, Linate e Orio al Serio un apparecchio capace di rilevare in 15 secondi la temperatura corporea, una sorta di scanner per esaminare i passeggeri in arrivo dalle aree a rischio: «Nei prossimi giorni – ha detto Bresciani – il ministero riceverà la nostra proposta».
Michele Sada

a.cavalcanti

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