Mercoledì 26 Agosto 2009

Libri troppo costosi?
«Non comprateli»

C’è una legge (il decreto ministeriale n. 41 dell’8 aprile 2009) che fissa i tetti massimi di spesa per i libri scolastici e ci sono casi, rari ma non troppo, di scuole, o meglio di classi, che non la rispettano. Oppure che la aggirano, indicando come "consigliati" i manuali, o più spesso i dizionari, che causerebbero lo sforamento del limite imposto. I genitori si lamentano, ma alla fine aprono il portafogli, perché mica possono mandare a scuola i figli senza il vocabolario di greco o senza il libro di inglese, bensì non siano "tecnicamente" obbligatori. E le associazioni dei consumatori sollecitano, a turno, iniziative incendiarie - «denunciate in Procura gli insegnanti che sforano i tetti di spesa» - che appaiono esagerate e poco concrete, per cui raramente vengono messe in atto. Ma, allora, i tetti di spesa nono fittizi o reali? E se una classe li sfora, i genitori possono fare qualcosa, o devono adeguarsi obtorto collo? Il decreto ministeriale non prevede sanzioni per chi sfora i limiti. Ma prevede eccezioni solo per gli indirizzi sperimentali, con obbligo di giustificarle: «Eventuali incrementi degli importi indicati debbono essere contenuti entro il limite massimo del 10 per cento, negli istituti scolastici in cui sono presenti indirizzi sperimentali. In tal caso le relative delibere di adozione dei testi scolastici debbono essere adeguatamente motivate da parte del Collegio dei docenti ed approvate dal Consiglio di istituto».
All’Ufficio scolastico provinciale non risulta che nessun genitore di sia mai ufficialmente lamentato dei libri troppo costosi. «Sono loro la parte interessata - osserva la vicedirigente Rossella Siporso - ed è nel loro diritto, qualora ravvisino sforamenti del tetto di spesa, rivolgersi alla scuola per chiedere di rivedere la delibera relativa alle adozioni». La responsabilità relativa ai libri di testo è tutta interna alle singole scuole, spiegano all’ex provveditorato. Le adozioni vengono suggerite dai consigli di classe e deliberate dal collegio docenti. Il dirigente, o persona da lui incaricata, dovrebbe verificare la congruità con i tetti di spesa ministeriali. «S ci sono sforamenti non adeguatamente motivati - spiega Siporso - il preside manda indietro la delibera». A volte, a dire il vero, il problema si pone solo quando ne parlano i giornali. Allora interviene persino il ministero. «Per due anni - racconta Antonio Scauzillo, direttore amministrativo del Pessina - sono stati rilevati sforamenti dall’osservatorio nazionale del ministero e ci è stato chiesto di giustificarli. Quest’anno siamo stati attenti: nessuno sforamento e neanche testi consigliati».
P. Be.

a.cavalcanti

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