Domenica 30 Agosto 2009

Futuro delle grandi mostre
Il quadro si tinge di grigio

Como - Sul tavolo delle prime riunioni del gruppo del Pdl, a settembre, ci saranno le grandi mostre di Villa Olmo. Due gli aspetti sui quali lo schieramento si confronterà al suo interno: il bilancio finale della mostra 2009, conclusa a luglio, e il metodo di gestione delle edizioni future. E su questo secondo punto il dibattito si preannuncia caldo. Diverse, infatti, le posizioni nel gruppo. Da un lato l’assessore alla Cultura Sergio Gaddi, contrario alla fondazione. Dall’altra il capogruppo del Pdl, Marco Butti, che insiste per costituire uno strumento partecipativo che si occupi dei grandi eventi d’arte. Gaddi è scettico riguardo alla creazione di una fondazione che gestisca e curi le grandi mostre. Lo ha affermato senza giri di parole. Ma l’emendamento alla delibera di indirizzo approvata a febbraio sulle maxi rassegne d’arte non lascia scampo: bisogna avviare le procedure per istituire «una fondazione o altro strumento partecipativo». C’è poi il programma elettorale del sindaco, dal quale non si può prescindere, come ha spiegato Butti, che non ha mai nascosto la sua contrarietà alle gestione personalistica delle mostre da parte di Gaddi: «La fondazione è nel programma elettorale del sindaco e non è un’idea nata negli ultimi mesi sulla scia del dibattito riguardo la rassegna di quest’anno. L’assessore esprime perplessità e scetticismo? Benissimo, tutte le sue indicazioni circa l’inopportunità della fondazione saranno valutate con il sindaco, con gli assessori e con il gruppo, ma non è il caso di rilasciare adesso dichiarazioni sui giornali quando, come lui stesso ha affermato, le verifiche sono ancora in corso».
Proprio in questi giorni Gaddi ha risposto all’interrogazione presentata da due consiglieri del Pd, Silvia Magni e Franco Fragolino, che hanno chiesto «se ad oggi siano stati avviati dagli organi competenti e dall’assessore competente i percorsi di costruzione della predetta fondazione o di un altro strumento partecipativo».  Stando alla risposta di Gaddi sembra che qualcosa si sia messo in moto, almeno sulla carta: «L’ufficio cultura sta realizzando le principali esperienze nazionali per verificare i modelli di gestione di analoghe iniziative in altri Comuni italiani. A tal proposito sono in corso contatti con gli uffici del ministero dei Beni e delle attività culturali e sono state compiute anche diverse missioni a Roma per approfondire il tema della gestione di grandi eventi d’arte anche in relazione alle competenze della nuova direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, operativa dai primi giorni di agosto 2009».
Dario Alemanno

a.cavalcanti

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