Martedì 01 Settembre 2009

Bruni, sul concorso sospetto
dieci domande cui rispondere

COMO - L’eclettico Alessandro Rapinese, consigliere comunale di Area 2010, non lascia cadere l’argomento. Alla risposta del sindaco Stefano Bruni alla sua interrogazione - con la quale Rapinese chiedeva di smentire le “voci” secondo cui si stesse predisponendo un concorso ad hoc per assumere il dirigente Marco Fumagalli (attualmente assunto con incarico fiduciario su mandato del sindaco come ufficio stampa) - il consigliere dell’opposizione ha deciso di ribattere con dieci domande che depositerà formalmente oggi stesso in Comune. Chiaro il richiamo ai dieci quesiti che Repubblica ha rivolto a Silvio Berlusconi per settimane e che sono costati al giornale diretto da Ezio Mauro una querela da parte del premier. Quasi Rapinese volesse accostare l’immagine di Bruni a quella del presidente del consiglio.

La querela di Berlusconi è stata interpretata dal centrosinistra come un atto volto a intimorire la stampa. Simile critica è arrivata dall’opposizione a Palazzo Cernezzi verso la risposta del sindaco Bruni all’interrogazione, risposta che il primo cittadino ha trasmesso al procuratore della Repubblica per “approfondimenti in sede penale”. «Così facendo - ha tuonato l’opposizione - Bruni cerca solo di intimorirci, ma Rapinese ha fatto bene a presentare quella interrogazione». Le dieci domande del consigliere di Area 2010 sono tutte volte ad approfondire le ragioni e soprattutto i contenuti della lettera di risposta che Bruni ha scritto e inviato in copia alla Procura. Rapinese ravvisa una lesione «della mia credibilità e onorabilità» laddove il sindaco scrive che «allo stato la paternità delle “voci” non può che essere attribuita a Lei personalmente (a Rapinese, ndr) e il contenuto della interrogazione si disvela come una grave aggressione nei confronti della civica amministrazione e del dottor Fumagalli, oltre che sostanzialmente volto ad interferire e a turbare il corretto svolgimento di un futuro eventuale pubblico concorso». Non è un caso se in una delle domande, la nona per la precisione, Rapinese fa riferimento a un articolo del codice penale che riguarda il reato di “calunnia”. Il consigliere chiede  al sindaco se abbia davvero svolto tutte le verifiche possibili prima di scrivere quella risposta e inviarla in copia alla Procura. Infatti, Rapinese ha dichiarato di avere scritto l’interrogazione solo dopo avere appreso le “voci” in aula, durante un consiglio comunale, da un collega dell’opposizione che avrebbe fatto riferimento al concorso “ad hoc” in un intervento a microfono spento, ma di cui ci sarebbe comunque traccia in un file audio.

Il sindaco ieri ha preferito non rispondere alle 10 domande: «Attendo che mi vengano consegnate formalmente, intanto prendo atto che sono state recapitate prima ai giornali. Questo dà la misura della serietà della persona». Quanto alle accuse di volere intimorire l’opposizione il sindaco le rispedisce al mittente: «Sono stupidaggini. Io ho ricevuto una lettera demenziale a cui ho risposto da sindaco. Ho risposto a chi mi ha rivolto quell’interrogazione e visto che ravvisavo nell’interrogazione i presupposti per approfondimenti in sede penale ne ho inviato copia al procuratore della Repubblica. Quanto al file audio, chi dovrà fare gli opportuni approfondimenti se ne occuperà se lo riterrà opportuno».

a.cavalcanti

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