Venerdì 04 Settembre 2009

Senza casco né guanti
nel cantiere del Comune

COMO Un altro cantiere comunale si aggiunge alla lista delle aree di lavoro dove non vengono adottate tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa. Ma non in un luogo qualsiasi, bensì nel cuore della sede municipale. In via Vittorio Emanuele II, visibile solo dal cortile interno o da qualche ufficio del primo o secondo piano, una squadra di operai di un’impresa edile è al lavoro da diversi mesi per ristrutturare l’edificio che ospita il centro di elaborazione dati dell’amministrazione comunale. Nessuno di loro, l’altroieri (le immagini sono state scattate mercoledì verso le 16), indossava il casco di protezione, né tanto meno i guanti da lavoro. A raccontare tutto questo sono le fotografie nelle quali, tra l’altro, si vede in modo chiaro uno degli operai mentre manovra un carico pendente a mani nude e senza il famoso caschetto.
Lo scorso luglio una segnalazione, documentata con fotografie inequivocabili, ha mostrato come sul cantiere delle paratie, sempre di proprietà del Comune, ci fosse qualche operaio che lavorava nelle medesime condizioni, cioè senza quelle misure di sicurezza che andrebbero obbligatoriamente prese. E pensare che solo un paio di giorni prima quattro di loro erano rimasti coinvolti in un incidente a causa del cedimento di un struttura su cui stavano lavorando. Dopo l’articolo apparso su La Provincia, tutti i lavoratori all’opera sulle paratie non hanno più mancato di indossare guanti e casco.
Ma l’episodio del cantiere del lungolago non è servito granché ad esempio: due settimane fa un altro reportage ha mostrato altri operai lavorare - in barba alle norme di sicurezza - sul cantiere dell’autosilo che sta sorgendo tra viale Lecco e via Dante. Anche in questo caso un muratore è stato immortalato mentre con un gesto più da funambolo che da operaio, indirizzava con una mano un pesante carico sospeso. Per lui niente guanti, niente casco, e neppure niente indumenti: stava infatti lavorando in mutande.
Oggi si scopre un nuovo cantiere che, essendo pubblico e di proprietà de Comune, dovrebbe essere esempio del meticoloso rispetto di tutte le norme sulla sicurezza. Ma non sembra sia così. A meno che i tre operai che l’altro giorno sono stati “pizzicati” dalla nostra macchina fotografica non stessero lavorando in particolari condizioni che non prevedono l’adozione di quelle poche e semplici misure di sicurezza. Le immagini raffigurano, in particolare, un ragazzo senza guanti e senza casco vicino a un carico sospeso che lui indirizza per farlo adagiare sul pavimento.
Come si legge sul cartello affisso sull’area di cantiere interna al Comune, i lavori in corso servono per la realizzazione del “progetto di ristrutturazione e ampliamento del fabbricato sede del centro elaborazione dati”, il cui appalto è stato aggiudicato dalla ditta Aurora di Napoli, mentre l’esecuzione dei lavori è stata affidata alla Tecno Edil Srl di Aragona, in provincia di Agrigento.
Dario Alemanno

a.cavalcanti

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