Lunedì 21 Settembre 2009

Che sorpresa al "Pirellino"
Il deserto dei tartari non c'è più

COMO Svuotato e riempito: è il “Pirellino”, sede territoriale della Regione Lombardia, al numero 1 di via Einaudi, secondo l’indirizzo ufficiale; in viale Varese, secondo l’accezione comune. Il primo piano non è più il deserto dei Tartari: è occupato dagli uffici dell’Arpa, Agenzia regionale per l’ambiente, trasferiti con 30 addetti da via Cadorna dove sono rimasti  laboratori e servizi annessi. Al pian terreno del “Pirellino”, rimangono sistemati “Spazio Regione”, ovvero gli sportelli per il pubblico e il Protocollo regionale, oltre al salone di consultazione per libri, riviste, Gazzette Ufficiali e Bollettino regionale. Al secondo piano, gli uffici amministrativi, il salone per convegni e l’ufficio dell’assessore regionale referente per il territorio comasco, con il quale il territorio comasco ha conferito poco in questi anni.
«Vietato parlare al dipendente»: non è scritto da nessuna parte, ma si sa che è la regola, al “Pirellino” e in tutti gli uffici pubblici. Meno frequente è leggere la regola che «alla macchinetta del caffè non si fa salotto per non disturbare chi lavora nei vicini uffici», come sta scritto al “Pirellino” di Como. Ma lavorano, poi? Vista da vicino, la situazione è da «lavori in corso», distribuiti su 45 dipendenti nella sede regionale di Como ed erano 80, nel 2001, quando lo spargimento di cinque sedi in città fu accorpato nei 3000 mq del palazzo azzurro turchese su quattro livelli, l’ultimo riservato ad archivio, parcheggio sotterraneo. I 35 che sono andati in pensione non sono più stati sostituiti e nel frattempo, la Regione ha perfezionato il percorso: da ente di gestione è diventato ente di governo, al punto che il presidente si chiama governatore. Ma al cittadino, forse, non interessa sapere quali siano i presupposti filosofici. Interessa capire se funzionano le cose in questo grande palazzo, che cosa fa una sede distaccata della Regione, a Como? Tra le nove e le undici di venerdì 18 settembre scorso, l’ingegner Rocco Pezzano, il dirigente, ha concluso la relazione sulla riunione di protezione civile del giorno prima con 20 sindaci, ha preparato gli “stati generali del sistema socio sanitario lombardo” dell’ottobre prossimo; ha verificato un punto dell’accordo quadro territoriale. Al pian terreno, utenti in cerca di informazione e di supporti su uno dei 30 bandi regionali aperti: affitti, casa, contrasto alla crisi, diritto allo studio, asili nido, barriere architettoniche, montagna, autoveicoli, disabili, piccole imprese e famiglie, c’è di tutto.  Fino al 31 agosto 2009, i contatti con il pubblico sono stati 4.168. In tutto l’anno scorso, sono stati 8.600. Al protocollo, fino a metà agosto, si erano  presentati 2.500 cittadini, 3.000 le pratiche interne trattate. Non è più necessario andare a Milano per i rapporti tecnico - contabili con la Regione, a meno che si tratti di riunioni di carattere politico - istituzionale e il discorso, perciò, cambia. Negli uffici, ci sono impiegati che scrivono al computer e impiegati che passano pratiche. È il loro lavoro.
Maria Castelli

a.cavalcanti

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