Giovedì 01 Ottobre 2009

Regolarizzazioni delle colf
presentate 2.700 richieste

COMO Sono oltre 2.700 le domande per la regolarizzazione di una colf o di una badante presentate da datori di lavoro residenti in provincia di Como. Quello di ieri è stato l’ultimo giorno utile e già martedì sera, secondo i dati ufficiali, le richieste sul Lario avevano raggiunto quota 2.667.
Il nostro territorio si piazza al sesto posto in Lombardia, preceduto dalle province di Milano (37.471), Brescia (9.612), Bergamo (7.547), Varese (4.166) e Mantova (2.811). Dietro a Como si piazzano invece Pavia (2.567), Cremona (1.637), Lecco (1.561), Lodi (1.123) e Sondrio (373). A fornire assistenza nella compilazione dei moduli sono stati soprattutto i patronati (Acli, Cgil, Cisl) e i responsabili sottolineano che i numeri sono rimasti ben al di sotto delle attese: «Noi abbiamo inviato 320 domande - spiega il segretario generale della Cgil di Como Alessandro Tarpini - Nel 60% dei casi si trattava di colf e nel 40% di badanti. La sanatoria si è rivelata un flop, basti pensare che in occasione dell’ultimo decreto flussi le richieste da noi erano state oltre il quadruplo, circa 1.450». Ieri nella sede della Cisl, in via Brambilla, sono arrivati i ritardatari: «L’affluenza nel complesso è stata discreta, con un aumento consistente negli ultimi giorni - spiegano dagli uffici - Martedì abbiamo lavorato senza sosta fino alle dieci di sera». Ci si aspettava, comunque, una ressa maggiore: «Può aver influito in negativo il fatto di dover garantire almeno un tempo minimo di impiego di 20 ore settimanali per le colf - sottolinea Rosangela Pifferi, presidente dell’Anolf - Molte persone non lavorano in più famiglie e non arrivano a 20 ore di servizio presso un solo datore di lavoro. Anche la complessità delle procedure forse ha scoraggiato qualcuno».
Ora le domande verranno esaminate presso lo Sportello unico per l’immigrazione, attivo in prefettura, che si occuperà di contattare i datori di lavoro ma anche colf e badanti che dovranno firmare il contratto di soggiorno. Il ministero dell’Interno ha fatto sapere che non ci saranno altre sanatorie. I datori di lavoro irregolari rischiano la denuncia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e una multa che può arrivare a 40mila euro.
Mi. Sa.

a.cavalcanti

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