Mercoledì 14 Ottobre 2009

Processo per il cantiere
che ha oscurato il sole

NESSO «Feci notare in Comune che, alzando l’edificio di un piano, mi avrebbero tolto il sole. Mi risposero che non esiste un diritto al sole». Nella voce e nelle parole di Fabio Austria, c’è la sintesi quasi fotografica della vicenda della ex filanda di Nesso, a picco sull’orrido, rivisitata e corretta (cioè restaurata e ampliata) con la stessa grazia riservata negli ultimi anni a tanti, troppi edifici del lago, sottoposto a una cementificazione senza precedenti. Questa volta, però, il caso è finito davanti a un tribunale, con quattro imputati accusati di abuso edilizio, falso ideologico e abuso d’ufficio. Sono il milanese Franco Calcagni, 62 anni, legale rappresentante della Imingest srl, società proprietaria dell’edificio e committente delle opere, Serena Calcagni, 30enne, amministratore unico della Nuova Ecom srl, la società che procedette all’esecuzione del progetto, il progettista nonché direttore dei lavori Alberto Montesi, 51 anni, lui pure residente a Milano, e infine Rodolfo Vaccarella, comasco, 75 anni, responsabile degli uffici tecnici comunali del paese. La testimonianza di Austria, nessese, uno dei vicini che per primi denunciò l’insolita ipertrofia della vecchia filanda, è valsa a ricostruire l’elenco dei rovinosi tentativi di fermare l’avanzare delle ruspe, incocciati contro risposte evasive o rassicuranti («ma va là, che non fanno nessun piano in più»), e gli effetti - ancorchépresunti - del robusto ispessimento della filanda.

f.angelini

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