Lunedì 19 Ottobre 2009

Dopo il ko di Busto
Di Chiara rischia il posto

Pro Patria - Como: 0 - 1

Marcatore: Melara al 30’ st.

PRO PATRIA (4-2-3-1): Caglioni; Aquilanti, Pivotto, Rinaldi, Barbagli; Cristiano, Lombardi; Melara, Serafini (dal 1’ st Paponetti), Pacilli (dal 35’ st Masiero), Ripa (dal 19’ st Urbano). In panchina Giambruno, Som, Sarno, Passiglia. All. Cosco.

COMO (4-4-2): Malatesta, Maggioni, O. Brevi, Preite, Franco, Terraneo (dal 20’ st Bretti), E. Brevi, Salvi, Bruno (dal 41’ st Riva), Guazzo, Cozzolino. In panchina: Zappino, Mbida, Porro, Adobati, Rudi. All. Fantoni (Di Chiara squalificato).

Arbitro: Di Paolo di Avezzano.
NOTE - Spettatori 1660, di cui 1045 abbonati, incasso 12.000 euro circa. Esp. Rinaldi a partita finita, amm. Aquilanti, Cristiano, Melara, E. Brevi. Angoli 4 a 3 per il Como.

BUSTO ARSIZIO - Oggi il Como cambierà allenatore. L’avventura di Di Chiara finisce qui, proprio nella domenica in cui il tecnico ha scontato l’ultima giornata della sua lunga squalifica. Sulla panchina azzurra, invece, Di Chiara non tornerà più. Manca l’ufficialità, ma ieri in serata il vicepresidente Rivetti lo ha detto chiaramente, e Di Bari - che più del suo vice ha creduto finchè ha potuto in Di Chiara - a fine partita a Busto lo ha fatto capire abbastanza chiaramente che la giornata di oggi sarebbe stata una giornata decisiva. E a questo punto, salvo sorprese imprevedibili, lo sarà. I nomi in ballo per la sostituzione sembrano sostanzialmente due. Uno, quello già circolato, di Egidio Notaristefano. Che anche ieri, così come domenica scorsa, era in tribuna a vedere il Como. Per la verità tra "Gege" e Di Bari si dice non corresse molto buon sangue per problemi avuti al Legnano.

Si dice anche che Di Bari preferirebbe l’ex secondo di Notaristefano, Didonè, che ora allena gli Allievi del Novara, e non ha ancora il patentino. Però, l’ipotesi Notaristefano c’è. Altro nome che si dice molto gettonato è quello di Guido Carboni, classe 1963, l’anno scorso al Rimini, fratello del più celebre Amedeo Carboni. Nel curriculum di Carboni, da allenatore, anche squadre importanti come Genoa, Pisa, Bari, Avellino. Fin qui le ipotesi, che circolano, a cui si può aggiungere un altro nome circolato ultimamente, quello di Motta. E che oggi prenderanno corpo. Mentre ben più certa sembra la decisione di cambiare allenatore. Già lunedì scorso la panchina del mister che ha portato il Como in prima divisione subentrando a Cotta - a proposito, ieri a un certo punto era circolato anche il suo nome, smentito però dalla società - era parsa veramente a rischio. Che la gara di ieri fosse l’ultimo banco di prova per Di Chiara era ben più che una sensazione.

E la prova è andata male. Quante le possibili "colpe" sue, quante le responsabilità e i reali limiti della squadra è un po’ difficile stabilirlo con certezza matematica. Di certo, senza parlare di "fronde" che non c’erano, la sensazione che il feeling tra l’allenatore e il gruppo, o parte del gruppo, non fosse più al top era abbastanza chiara.
Fatto sta che, qualunque fosse la causa, il Como ha deluso anche ieri. E pure tanto. Perchè contro una squadra che fino a ieri era penultima - oggi lo è il Como - non si è riusciti a fare un tiro in porta uno, che fosse degno di nota. La squadra ha faticato a costruire gioco, ha pasticciato un bel po’, qualcuno ci ha messo grinta, qualcuno un po’ meno, qualcun altro del gran nervosismo. Il vuoto in zona gol è rimasto tale, si è presa una rete a un quarto d’ora dalla fine, dopodichè la partita è finita in rissa - una rissa che ha avuto strascichi anche in tribuna e negli spogliatoi, dove un giocatore locale è riuscito perfino a essere espulso a fine gara -, e dalla curva per la prima volta oltre al classico "andate a lavorare" è partito chiaro e forte un coro contro l’allenatore.

Solo il tempo dirà se la scelta di cambiare sia giusta o meno. O se i problemi del Como sono altri. Certo è che continuare così stava diventando veramente pericoloso. Resta molto buono, se comparato agli altri, il rendimento difensivo. Ma pessimo il bilancio dei gol realizzati, tre in nove giornate, segno anche di un gioco che porta a produrre veramente poco. E difatti ieri i migliori del Como sono stati Malatesta - tre parate davvero ottime-  e Oscar Brevi, anche se sul gol il portiere ha dato l’impressione - impressione, l’azione andrebbe rivista meglio - di poterci arrivare. Il portiere avversario invece avrebbe potuto anche starsene a casa, o quasi. Qualcosa nel primo tempo si è visto, anche se il massimo del pericolo è arrivato un paio di volte con Bruno che ha calciato fuori, e una volta con un tentativo di Cozzolino fuori mira. Nel secondo tempo più niente, nonostante anche dall’altra parte non si vedesse quasi più nulla. Poi è arrivato il gol, con un errore forse generale, nel lasciar crossare l’idolo locale Urbano, e nel lasciar realizzare Melara. La reazione non c’è stata, molto nervosismo e tante, troppe palle buttate in su a caso. Troppo poco, veramente troppo poco. E così, si cambia. Oggi sapremo chi sarà l’allenatore che dovrà raddrizzare questa situazione, prima che diventi una caduta libera.

n.nenci

© riproduzione riservata