Sabato 24 Ottobre 2009

Liceo Volta, terrorizzati dal 6
A scuola anche con la febbre

COMO Un avviso a “bigioni”, strateghi del ritardo e professionisti nello scaldare il banco: quest’anno, sulla condotta, nessuno sconto. In particolare se frequentate il liceo «Volta» che, in applicazione della normativa nazionale, ha deliberato il regolamento sul voto in condotta che, da quest’anno, farà media con quello di tutte le altre materie. Una circostanza che ha spinto il Collegio docenti dell’istituto a precisare, con apposita circolare a disposizione di tutti sul sito dell’istituto, come ogni alunno si dovrà comportare per ottenere un voto di condotta corrispondente alle sue aspettative: una precisazione che, tuttavia, dà indicazioni piuttosto generali lasciando l’ultima parola agli insegnanti. Qualche alunno, nel dubbio, in questi giorni è andato a scuola anche con 39 di febbre.
Per il dieci non basteranno solo «serietà» e «grande assiduità nell’impegno e nella frequenza scolastica», «puntualità» e «costante rispetto delle scadenze» ma anche «partecipazione attiva e propositiva al dialogo educativo e alla vita dell’Istituto» e «atteggiamento di disponibilità nei confronti dei docenti e dei compagni». Delle ultime due caratteristiche, a leggere la delibera, lo studente potrebbe fare a meno se si accontenta di un nove. Per l’otto qualche limite nella frequenza e saltuari ritardi, per il sette frequenza non assidua, un’annotazione disciplinare sul registro e necessità dei docenti di sollecitare il rispetto delle scadenze. Mentre la situazione deve essere ben più grave per il sei: «frequenza discontinua», «una o più assenze finalizzate a sfuggire ai propri impegni» o «arbitrarie all’insaputa della famiglia», «atteggiamento non sempre consono al contesto scolastico» e addirittura «comportamenti  che possono mettere a repentaglio la sicurezza propria e altrui». E per il cinque? La delibera riporta le indicazioni della circolare ministeriale del 31 luglio 2008: «devono essere stati commessi “reati che violino la dignità e il rispetto della persona umana ( ad es. violenza privata, minaccia, percosse, ingiurie, reati di natura sessuale etc.), oppure deve esservi una concreta situazione di pericolo per l’incolumità delle persone (ad es. incendio o allagamento)». Insomma dei veri e propri reati che, di per sé, aprirebbero allo studente-criminale le porte del carcere o del riformatorio. Lasciando questi casi estremi che, probabilmente non si vedranno, a preoccupare gli studenti sembra essere la stretta sulle assenze che, stando a quanto riportato nella delibera, dovrebbero portare i professori a dare voti più bassi dell’anno scorso quando i sette si sono contati sulle dita di una mano. «Sono pienamente d’accordo - dice Stefano Scolari, studente di terza liceo - sulla nuova normativa se eviterà che alcuni “furbetti” stiano a casa per saltare verifiche e interrogazioni, ma non vorrei che si esagerasse legandola troppo alle assenze che spesso sono motivate da una reale malattia, soprattutto in questo periodo di influenza. Io stesso oggi (ieri per chi legge ndr) sono andato in classe con 39 di febbre a fare la versione, ma domani resterò di sicuro a casa e non vorrei che questo mi creasse dei problemi. Se i professori dovessero pretendere che gli alunni vadano a lezione in ogni condizione questi potrebbero infettare gli altri». Altro che bigiate, quindi, ma assenze, nella maggior parte dei casi motivate da malattia e non solo: «Bisognerebbe - dice Giulia, un’altra studentessa - non chiedere la giustificazione a chi va agli open day dell’università». Una necessità, quella di distinguere fra le assenze, che non sarà disattesa. «Anche se per il dieci - dice il preside Bruno Saladino - bisognerà fare pochissime assenze non includeremo nel calcolo quelle per malattia per cui, in ogni caso, la legge ci proibisce di chiedere il certificato medico. Tutto dovrà basarsi su un rapporto di fiducia che non creerà problemi perché i professori sanno distinguere i veri dai finti ammalati». Egualmente sarà "graziato" chi oggi parteciperà al corteo anti Gelmini, purché con il placet dei genitori che, per i minorenni, dovranno firmare la giustificazione. Studente avvisato mezzo salvato.
Matteo Borghi

a.cavalcanti

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