Lunedì 26 Ottobre 2009

"Caradonna è responsabile
Mai più ai lavori pubblici"

COMO «L’assessore Caradonna è il responsabile politico di quello che è successo. Ho sentito Bruni e a lui ho solo ribadito che Caradonna assolutamente non potrà più rivestire il ruolo di assessore ai lavori pubblici. Sulla possibilità che resti in giunta, invece, sentirò il gruppo consigliare e la delegazione in giunta della Lega e invito il sindaco a fare lo stesso con il suo partito. È una decisione da prendere con il consiglio».
Replica così il commissario provinciale della Lega Nord, Leonardo Carioni (nel tondo), alla dichiarazione con cui il sindaco, Stefano Bruni, lo chiamava in causa direttamente sulla vicenda Caradonna. «D’accordo con Carioni - aveva detto sabato mattina il sindaco all’uscita dall’incontro del Pdl a Villa Geno - abbiamo deciso che Caradonna non si tocca, resta al suo posto. Lo stesso Carioni è stato inequivocabile». E sempre Carioni ieri ha detto la sua anche sul fatto che Caradonna ricopre la carica di vicesindaco pur essendo stato duramente contestato dal consiglio comunale e dalla città: «Ahimé - ha detto - anche il ruolo del vicesindaco va deciso con il consiglio».
La partita e il braccio di ferro in realtà sembrano tutt’altro che chiusi. Le parole del capogruppo lumbard, Giampiero Ajani, sono decisamente più dirette rispetto a quelle del commissario: «Noi restiamo fermi su quanto già dichiarato e, cioé, che Caradonna dovrebbe fare un saggio passo indietro e che, se questo non avviene, deve essere il sindaco a revocarlo. Caradonna per quanto ci riguarda deve lasciare la giunta. Lo ha detto chiaramente il consiglio comunale. In giunta c’è stata gente, e mi riferisco ad Alessandro Colombo, che ha dovuto fare la valigia per niente. Se il povero Colombo è stato revocato senza motivo, a maggior ragione Caradonna deve lasciare la giunta. A meno che si dica che si usano due pesi e due misure».
Proprio oggi è in programma un incontro tra il sindaco Bruni e il gruppo della Lega che, quasi certamente, incontrerà anche il commissario. Durissimo era stato, in aula, anche Emanuele Lionetti: «In queste settimane mi sarei aspettato pubbliche scuse: né il sindaco, né l’assessore, né i tecnici, l’hanno fatto. È una vergogna. Signor sindaco lei ha detto che qualunque sarà l’esito della votazione terrà Caradonna e questo mi ha inorridito. Il consiglio deve essere sovrano, lei in sprezzo ha inteso andare diritto per la sua strada. Non voterò mai nessuna delibera, finché non verrà individuato un responsabile politico, amministrativo e non ci sarà l’abbattimento del muro». E aveva anche detto che senza interventi avrebbe messo «la 16esima firma sulla mozione di sfiducia al sindaco». L’altro leghista, Guido Martinelli, aveva detto senza mezze misure che «Caradonna se ne deve andare perché è stato sfiduciato non solo dal consiglio, ma dall’intera città». Oggi dovrebbe esserci il chiarimento definitivo. Anche in casa Lega.
Gisella Roncoroni

a.cavalcanti

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