Venerdì 06 Novembre 2009

Sportello d'ascolto della Cri
La coda si è quadruplicata

COMO Emergenza alla Croce Rossa: giovedì mattina, la coda di persone che chiedevano aiuto per problemi economici allo Sportello di ascolto del Comitato femminile Cri arrivava fino in via Italia Libera. «Da qualche mese - afferma la presidente, Luciana Spalla - con le mie collaboratrici, ascoltiamo anche 85 persone, ogni giovedì mattina, giorno dedicato allo Sportello. Erano una ventina, prima dell’estate. Ci stiamo chiedendo come fare per aiutare tutte queste persone. Sono veramente in difficoltà. Noi non eroghiamo soldi, ma generi alimentari, latte e pannolini, paghiamo le bollette, luce e gas, in particolare. Ci sono famiglie a rischio di rimanere al freddo e al buio». E famiglie che rischiano lo sfratto, non riescono a pagare l’affitto. Le volontarie si fanno consegnare le bollette scadute e i bollettini di pagamento, compiono una verifica per non rischiare imbrogli e si recano agli sportelli a pagare.
Si moltiplicano le borse della spesa, con i generi di prima necessità, ma c’è qualche volontaria che non resiste e aggiunge una scatola di cioccolatini: «Non sarà quella che ci rovina», medita tra sé, sicura che sarà gradita. Storie pesanti: una madre sola, tre figli, che ha perso il lavoro. L’extracomunitario che ha perso il lavoro e anche la casa. Il padre di famiglia che non riesce a trovare una nuova occupazione, perché è fuori età. «Sono tutte persone con una caratteristica: la grande dignità. E la riconoscenza - aggiunge Luciana Spalla - "grazie, grazie", ripetono. Vorremmo fare di più, ma la vera soluzione ai problemi è il lavoro e noi non siamo in grado di far da agenzia di collocamento. Possiamo solo dare indicazioni». C’è chi ha bisogno soprattutto di trovare coraggio. Per questo, chiede un aiuto per superare il problema immediato. Tolto un pensiero, può andare avanti. Ma non c’è la ripresa?
Secondo l’osservatorio Cri, è probabilmente adesso il momento più difficile: chi ha tenuto finora, non ce la fa più. Perso il lavoro già da qualche mese, ha attinto ai risparmi o ha fatto in qualche modo. Adesso, è costretto a chiedere aiuto. E ha bisogno di raccontare perché è costretto a farlo. «C’è chi ha bisogno soprattutto d’ascolto - conclude la presidente - prima parla dell’angoscia e poi dei problemi».
Maria Castelli

a.cavalcanti

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