Daspo ai tifosi del Como per la lite in curva
Il Tar: «Troppi cinque anni»

I giudici hanno accolto in parte il ricorso presentato dai sostenitori lariani

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Eccessivi cinque anni di divieto di accesso alle manifestazioni sportive per una diverbio in curva. A dirlo sono i giudici del Tar di Torino che hanno accolto, ma soltanto in parte, il ricorso presentato dagli avvocati Antonio Radaelli e Giovanni Adami per condo di Federico Brumana, tifoso lariano destinatario lo scorso ottobre di un Daspo firmato dal questore di Como per un diverbio tra tifosi azzurri avvenuto in curva a Novara (il Como giocava nell’impianto piemontese perché il Sinigaglia non era a norma) durante il match contro l’Ascoli.

Secondo i giudici dal provvedimento «non si ricava alcun elemento motivazionale in grado di giustificare l’estensione massima dell’efficacia temporale» del Daspo. Insomma: non ci sarebbe proporzionalità tra il comportamento contestato e il cartellino rosso per cinque anni dagli stadi.

La vicenda si riferisce alla «furiosa lite» fra tre tifosi comaschi scoppiata a causa di un coro non gradito. Lite che - stando alla relazione della digos - non sarebbe sfociata in rissa per l’intervento di altri sostenitori comaschi. Secondo i giudici del Tar, pur se sproporzionato, il provvedimento è più giustificato dalla «condotta attribuita» all’ultras lariano, definita come grave e pericolosa e poco importa il motivo, in quanto «l’esistenza di dissensi sulla conduzione del tifo non giustifica in alcun modo l’accaduto né consente di escludere la futura reiterazione di fenomeni analoghi».

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