Domenica 22 Dicembre 2013

Otto preziosissime perle

dei fratelli Petrucciani

Una classica espressione di Michel Petrucciani: in “Flashback” l’importante recupero del pianista di Orange

Un solo cognome: Petrucciani. I nomi: Louis e Michel. Che distillano una musica in totale osmosi venuta dalle stelle, ritmata, dolce, indiavolata. Un omaggio ai grandi compositori del jazz che ci trasporta fuori da questa stessa musica.

Due strumentisti virtuosi

Entrambi sono strumentisti virtuosi e il piacere sta nell’incontro di due grandi musicisti: si vorrebbe che questo durasse ancora ed ancora.

Quest’anno, Michel avrebbe compiuto i 51 (era nato il 28 dicembre): se n’è andato a New York il 6 gennaio 1999. In questi giorni, la Incipit Records (L’Autre Distribution) gli rende un importanto omaggio sfornando “Flashback”, album registrato live ed in studio nel 1989 e 1990, totalmente inedito (eccetto “Stella By Starlight”), che è stato oggetto soltanto di una pubblicazione privata nel 1990 a opera di Louis Petrucciani.

Michel Petrucciani (il pronunciato all’italiana), un grande del jazz mondiale. Tutto è iniziato nel 1962 a Orange, dove il futuro pianista è nato in una famiglia modesta, appassionata di jazz. Il bambino è affetto da una malattia atroce che impedisce il suo sviluppo e rende le sue ossa estremamente fragili. Fin da ragazzo, Michel ha un talento musicale prodigioso, incoraggiato da suo padre che gli permette di cantare i classici del jazz all’età di tre anni, di suonare il pianoforte a sette e di accompagnare il trombettista americano Clark Terry a tredici.

«Ha suonato come un vecchio nero disilluso, perso in un piano bar in qualche parte del Messico» aveva commentato il trombettista.

Per Michel suonare il piano è andare contro la malattia, la determinazione e la volontà contro la debolezza del corpo, l’allegria contro la sofferenza , il fascino contro la deformità. La vita contro la morte, in una parola, ma una vita bruciata ad entrambe le estremità, vissuta ai mille all’ora sempre a rischio di incappare nell’incontro fatale.

«Michael è la rabbia della musica». Ha consumato quel poco di salute che aveva, si è bruciato le dita sul pianoforte. E il successo è in attesa.

Dal suo incontro con il batterista Aldo Romano, che sul palco lo porta teneramente in braccio al suo pianoforte , nascono cinque album tra il 1981 e il 1985. Poi arriva l’avventura americana, il paradiso jazz, incontro decisivo con il sassofonista Charles Lloyd con il quale fa il giro del mondo.

La consacrazione a New York nel famoso Village Vanguard club e il contratto con la Blue Note, Il resto è storia.

Membro di una famosa famiglia di musicisti conosciuta in tutto il mondo, Louis Petrucciani è attivo sulla scena jazzistica da più di quattro decenni ed è oggi una importante figura del jazz europeo.

Dopo una solida formazione classica, arricchito dalla pratica intensa e assidua del jazz con il trio di famiglia, va a perfezionare lo studio del contrabbasso in America a Rochester, dove ha studia con Chuck Israel e Percy Heath.

Tornato in Francia, collabora con Barre Philips per tre anni. Partecipa a tante, diverse, esperienze musicali con Lenny White, Horace Parlan, Bobby Few, Lee Konitz , Claude Nougaro, Bernard Lubat, Aldo Romano, Talib Kibwe, per non dimenticare il padre Tony e il fratello Michel, con il quale ha eseguito innumerevoli tour. Partecipa a più di venti album come accompagnatore, cinque album con il fratello Michel, uno dal vivo in Giappone con Lenny White, è autore di cinque album a suo nome e di un dvd. Louis Petrucciani distilla oggi un’espressione strumentale impeccabile, attraverso una musica che parla di vita, di stelle, di amore e di umorismo.

Significativa la scelta degli otto brani di “Flashback”: apre l’album “Someday My Prince Will Come”, seguono “Looking Up”, “Turn Around”, una splendida “Autumn Leaves”, quindi “In a sentimental Mood”, “Mike P Blues” e “Giant Steps”. Chiude l’album, imperdibile per gli appassionati di Petrucciani, una intensa “Stella By Starlight”. Un omaggio riuscitissimo.

Andrea Cavalcanti

COMO

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