Tutto il meglio del Salone del Mobile: inserto con La Provincia

Lunedì 6 giugno in omaggio con il quotidiano, un giornale speciale di 56 pagine dedicato alle aziende e ai designer

Tutto il meglio del Salone del Mobile: inserto con La Provincia
Al via lo spettacolo della Milano Design Week

Un giornale nel giornale. È la speciale pubblicazione dedicata da La Provincia di Como al Salone del Mobile Milano 2022, che da 7 al 12 giugno torna nei padiglioni della Fiera, a Rho-Pero. I lettori troveranno 56 pagine di notizie sull’evento, interviste ai progettisti del momento, oltre a una vasta e completa rassegna delle aziende lariane del legno-arredo. Ideato e curato da Vera Fisogni, l’inserto si avvale di alcuni prestigiosi contributi di specialisti.

È un grande, attesissimo momento, per il Distretto canturino / brianzolo, per i designer e il pubblico. Il Salone manca all’appello dal 2020, quando - ormai pronta e presentata l’edizione dell’evento - la pandemia di Covid-19 impose lo stop degli eventi in presenza. Lo scorso anno, grazie al Supersalone, si è avuta una scossa di resilienza: numeri importanti, ma soprattutto voglia di ritrovarsi “alla vecchia maniera”, quanto prima. Dal format “mostra” del Supersalone curato da Stefano Boeri, al modello classico dell’ “esposizione”. C’è tanto da festeggiare. Anzitutto, con un anno di ritardo, viene reso un tributo speciale ai 60 anni del Salone. In queste pagine un assaggio dei temi e della sapienza artigiana / progettuale di cui il Distretto legno-arredo canturino / brianzolo va giustamente fiero.

opo la coraggiosa parentesi del Supersalone, curato lo scorso settembre dall’architetto Stefano Boeri, il Salone del Mobile è pronto a tornare in pista, dopo uno slittamento di due mesi, deciso a inizio anno per il riacutizzarsi della pandemia.

Con oltre 2 mila espositori e 600 giovani designer da tutto il mondo, l’evento fieristico celebra le sue prime 60 edizioni nello scenario della “Sostenibilità”, tema e parola chiave di ogni iniziativa, dal 7 al 12 giugno. Più che una festa, quello che il Salone lancia alla sua storia, è uno sguardo retrospettivo per riconnettersi con la più importante, nonché ambiziosa fiera italiana. Si pensi che gli affari che qui si svolgono nell’arco di pochi giorni, valgono qualcosa come 5 punti di Pil nazionale. Se l’obiettivo dichiarato in conferenza stampa è quello di «dimostrare che è possibile e necessario tornare a realizzare grandi eventi internazionali in presenza, fondendo criteri di sostenibilità e attenzione ambientale con la produzione d’arredo». Oltre alla perdurante pandemia, lo scenario mondiale deve fronteggiare la terribile aggressione della Russia all’Ucraina, con i conseguenti risvolti geopolitici e commerciali.

La sostenibilità non è soltanto una parola chiave. Gli stand sono stati realizzati seguendo criteri rigorosamente ecologici. Si è suggerito di prediligere l’uso di materiali riutilizzabili (come il legno), di recupero (upcycling), a basso impatto ambientale o certificati Fsc e Pefc; di considerare la sostenibilità logistica delle fonti di approvvigionamento dei materiali stessi; di adottare, nella realizzazione degli allestimenti, prodotti e attrezzature ambientalmente sicuri; di evitare gli sprechi di materiali, energia elettrica e acqua; di fare in modo che “adattabilità” e “disassemblabilità per il riutilizzo” siano i principi cardini nella scelta delle componenti. Il benessere ambientale e sociale sarà anche il tema di “Design with Nature”, l’installazione progettata dall’architetto Mario Cucinella per i 60 anni del Salone e ospitata nel padiglione 15 di S.Project. Si tratta di 1.400 mq che racconteranno un ecosistema virtuoso che vorrebbe, idealmente, rappresentare il futuro dell’abitare.

«Se gli eventi degli ultimi anni ci hanno fatto riscoprire il valore della socialità e della condivisione – riflette l’architetto –, questo nostro sentire deve trovare ancora un equilibrio con quanto ci circonda, sia con gli spazi che viviamo e i territori che occupiamo (casa, città, pianeta), sia con le risorse di cui disponiamo».

Sulla base di questa premessa, si articolano le tre tesi di cui l’installazione si fa portatrice e amplificatore: l’urgenza della transizione ecologica, la casa come primo tassello urbano e la città come miniera. (In foto: un particolare del manifesto di Emiliano Ponzi)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

True