Rizzelli dà l’addio alle gare. «Ginnastica scuola di vita»

L’annuncio L’olimpionica di Rio ha deciso di smettere a 24 anni: «Lo faccio senza rimpianti, è l’ora»

Rizzelli dà l’addio alle gare. «Ginnastica scuola di vita»
Martina Rizzelli, 24 anni di Como, con il body della Nazionale

Olimpiadi di Rio 2016, bronzo a squadre alle Universiadi di Napoli 2019, Mondiali di Nanning 2014 e Doha 2018, Coppa del Mondo, due ori ai tricolori assoluti 2015 e 2016. È in estrema sintesi la carriera di Martina Rizzelli che ha ufficializzato il ritiro. Una carriera luminosa che avrebbe potuto esserlo ancora di più se la ginnasta di Sagnino (24 anni) non fosse stata perseguita dagli infortuni, con i ripetuti problemi alla schiena, superati solo ad una grande forza di volontà.

La rottura del gomito nel 2019, in una stagione da urlo con tre finali centrate alle parallele nelle tappe di Coppa del Mondo di Melbourne, Baku e Doha, è stata solo l’ultima “frenata”, quella decisiva. «Ho deciso di lasciare e lo faccio senza rimpianti - dice la campionessa -. Ho dedicato vent’anni della mia vita alla ginnastica e non ho nessun rammarico, nemmeno per i tanti sacrifici. Ma adesso è arrivato il momento di dire basta e di andare avanti. È stato un percorso molto impegnativo che mi ha dato tante soddisfazioni ed è stata una scuola di vita».

I primi passi verso il futuro sono stati l’uscita dall’Esercito, dove era caporale degli alpini, e l’inizio della carriera di allenatrice nel centro tecnico del Canton Ticino a Tenero. «Un impegno di tre giorni alla settimana che mi coinvolge molto - spiega Rizzelli -. Prepariamo le ginnaste che poi potrebbero finire nella Nazionale svizzera».

Un modo per non staccare completamente dall’artistica. «Pensare che non ci sarà più quella quotidianità che c’è stata dal momento in cui ho cominciato, all’età di 4 anni, sarà difficile da accettare -aggiunge la comasca che poi ricorda con molto orgoglio le diverse gare con la maglia azzurra -. Spero di essere riuscita a rendere onore alla bandiera Italiana in tutte le mie rappresentazioni, dalla prima volta nel 2010 fino alle Olimpiadi e all’ultima, nel 2019, prima di infortunarmi nuovamente».

È lunga la lista dei ringraziamenti. «Alla mia famiglia che mi ha sempre aiutato e mi è stata vicina in ogni mia scelta - dice -. Alla mia allenatrice Laura Rizzoli a cui devo tento: un grazie non basterà mai. Alla Polisportiva con il grandissimo e indimenticabile Dino e a Betty Francescucci: grazie a loro ho avuto la possibilità di crescere e di raggiungere i miei obiettivi». L. Spo.

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