Baby e caos arbitri  Le società in rivolta
Non piacciono alle società le nuove regole sugli arbitraggi nei campionati Under 13 e Under 14 (Foto by Simone Clerici)

Baby e caos arbitri

Le società in rivolta

Hanno sollevato un coro di proteste tra le società comasche, le novità introdotte dalla Fip sull’arbitraggio nei primi due campionati giovanili

Hanno sollevato un coro di proteste tra le società comasche, le novità introdotte dalla Fip sull’arbitraggio nei primi due campionati giovanili maschili e femminili. Alla luce del calo di arbitri dopo la pandemia, è stato infatti stabilito che anche nell’Under 14 Silver, come già avviene da anni nell’Under 13 regionale, le società dovranno fornire un proprio addetto per dirigere le partite.

Ma le novità che più fanno discutere sono due: la persona incaricata deve essere maggiorenne e tesserata alla Fip. Basta con genitori o volontari improvvisati. Un problema grosso però per alcune società sul piano organizzativo. E anche un paradosso, visto che gli arbitri minorenni della Fip fischiano nei vari campionati, ma non potranno farlo in U14 e U13 perché non sono maggiorenni.

Presidente e allenatore del Tavernerio, Max Di Landri usa parole di fuoco. «Qui siamo alla follia – sbotta -. Obbligano le società a far arbitrare un maggiorenne e tesserato, e se l’altra società non sottoscrive, prende anche una bella multa. Devi anche far pervenire il referto in Fip e spedirlo cartaceo entro 15 giorni, altrimenti altra multa. Quindi riassumendo: facciamo tutto noi, giochiamo, alleniamo e arbitriamo, e la Fip cosa fa, la classifica? Questa prepotenza deve finire e anche in fretta - aggiunge -. Sarebbe ora che le società facessero qualcosa di significativo, tipo una giornata di stop».

Di Landri poi sottolinea: «Non fai il prepotente e imponi un obbligo, quando invece mi stai chiedendo un favore».

Fra l’altro il bubbone è scoppiato nei giorni scorsi (comunicazione Fip Varese), quando i campionati sono in partenza questa settimana.

La Virtus Cermenate partecipa a entrambe le categorie, e pur essendo una delle società più grosse, non nasconde le difficoltà. «Stiamo cercando di capire come gestire questo grosso problema – afferma Mauro Somaschini, responsabile del settore giovanile -. È limitativo soprattutto il vincolo dei maggiorenni: mi ha sorpreso e non comprendo il motivo. Negli anni passati infatti per l’U13 ci organizzavamo con i nostri ragazzi minorenni delle giovanili, mandandoli ad arbitrare a rotazione. L’altra criticità è che per l’U14 bisogna aspettare le designazioni per sapere se l’arbitro arriva o no: ma se me lo dicono pochi giorni prima, non posso rincorrere le persone».


© RIPRODUZIONE RISERVATA