Cantù e la rivale che non t’aspetti
Mantova non è in testa per caso

Domenica a Desio il big match tra le due squadre ancora a punteggio pieno

Cantù e la rivale che non t’aspetti Mantova non è in testa per caso
Luigi Sergio, capitano di Cantù
(Foto di Gorini / Pall. Cantù)

Mantova è lì per caso? A giudicare dagli indizi, sembra proprio di no. La squadra che condivide con Cantù il primo posto a 8 punti nel girone Verde di serie A2, frutto di quattro vittorie in altrettante partite, sembra davvero far sul serio. Durerà? Avrà i mezzi e le capacità per stare in alto a lungo?

Fedelissimi

Di sicuro, il tecnico Gennaro Di Carlo ha contribuito a plasmare una squadra di fedelissimi, allenati nelle sue precedenti esperienze: l’obiettivo sono i playoff. Quattro anni da head coach dell’Orlandina in serie A – con qualificazione ai playoff e alla Champions League - non si dimenticano. E molti giocatori non si sono scordati di lui.

Su tutti, la stella della squadra, il serbo Vojislav Stojanovic, guardia-ala che con Di Carlo ha condiviso l’esperienza in Sicilia, prima di approdare a Cremona. Non è un segreto che anche altri giocatori – l’hanno dichiarato pubblicamente – siano a Mantova per la presenza del coach. Tra questi, il lungo Antonio Iannuzzi, giocatore con esperienza in A con Torino, Brindisi e Varese, con cui ha avuto anche esperienze nelle coppe europee. E ha appena vinto la Coppa Italia e campionato di A2 a Napoli con Sacripanti.

Altro giocatore, conosciuto a anche a Cantù, molto legato a Di Carlo è Marco Laganà. Un play, un ex prospetto molto interessante, che nella sua carriera ha dovuto fare i conti con troppi infortuni. Si ruppe il crociato a Biella, lo stesso successe a Cantù, con cui aveva firmato un biennale nel 2015. Ma ha avuto modo di rifarsi tra Latina, Bergamo, Ravenna, Legnano, Orlandina e – ancora – Biella.

L’asse portante della squadra è poi completato da un asso nella manica che Mantova ha piazzato a sorpresa nel mercato, a preparazione già ben avviata. Ed è l’altro straniero del roster, vale a dire l’americano Hollis Thompson, 30 anni, uno che ha calcato con successo i parquet della Nba. Ala di 203 centimetri, vanta 256 presenze nei Philadelphia 76ers, dove gioca dal 2013 al 2017: è il sesto miglior tiratore da tre punti della storia dei Sixers con una percentuale del 38.9% dalla lunga distanza. È arrivato tardi, ma nelle prime giornate è già risultato prezioso, con i suoi 17.3 punti media.

Cammino

Non è stato sin qui un cammino tremendo, come avversarie, per la Staff Mantova. Ha però saputo battere 81-71 all’esordio Treviglio, finalista di Supercoppa, ha vinto le due sfide consecutive in Sicilia contro Orlandina (81-87) e Trapani (64-72), prima di travolgere Orzinuovi in casa 89-72.

E la tifoseria sta sostenendo la squadra. Tra calcio – che ha tradizione centenaria – e basket, affacciatosi da poco in serie A dopo la scalata dalle “minors” sotto la denominazione di Poggio Rusco, la scelta è più orientata verso il rettangolo verde. Molto dipende anche dai risultati della squadra. E, in momenti importanti, al palazzetto arrivano anche 2.000-2.500 spettatori. Quindi, non proprio pochi intimi. La parte più calda del tifo – interrotto lo sciopero dopo la cessione dell’idolo Mario Josè Ghersetti – non mancherà al PalaBancoDesio: il settore ospiti si ripopolerà.

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