Johnson&Johnson è l’antidoto
E Cantù ha trovato il salvatore

Non solo Biella e Mantova: l’americano è stato spesso il risolutore

Johnson&Johnson è l’antidoto E Cantù ha trovato il salvatore
Il tiro decisivo di Robert Johnson contro Mantova
(Foto di Butti)

Johnson&Johnson, un vaccino contro le sconfitte. Meglio forse dire per le vittorie di Cantù. In due occasioni quest’anno la S.Bernardo-Cinelandia Park si è giocata le partite punto a punti negli ultimi istanti. E in entrambe le occasioni, è stato l’americano Robert Johnson a inventarsi la giocata decisiva, il canestro “mortifero” e risolutivo. Quello a cui gli avversari non hanno più potuto replicare per mancanza di tempo.

Due canestri decisivi, che hanno portato 4 punti: basta leggere la classifica per capire l’importanza relativa di queste vittorie sul filo della sirena. Quattro punti che altro non sono che il vantaggio di Cantù su tutte le inseguitrici, pur considerando che non tutte hanno disputato 10 partite.

«Prendersi le responsabilità»

«L’abbiamo scelto anche per questo, per prendersi delle responsabilità». Così, qualche settimana fa, il dt Fabrizio Frates commentava l’ennesima prova strepitosa di Johnson.

Domenica il “reverendo” si è superato, con un canestro disegnato nel time out da Sodini. Salvatore della patria, l’americano di Cantù, perché la squadra – che sembrava aver ormai vinto – si è fatta recuperare in un finale concitato. Biella ha pareggiato (75-75) a 5’’ dalla fine una partita che sembrava ormai chiusa da un pezzo.

Ma è arrivata l’ennesima prodezza del campione, che si è liberato di un avversario prima di librarsi in aria e lasciar partire il tiro da 2 decisivo. Lo ha fatto a meno di un secondo dal termine: in pratica senza che Biella potesse inventarsi qualcosa per poter mandare il match al supplementare.

Primo tra i marcatori

Lo statunitense ha messo a referto 21 punti, esattamente in linea con la sua media stagionale. Nella graduatoria è sempre al primo posto, davanti a Nick King di Capo d’Orlando. E Johnson è ai vertici anche della classifica dei migliori per valutazione complessiva, secondo alle spalle del solo Nik Raivio della Bakery Piacenza, prossima avversaria canturina. Anche la A2 l’ha già incoronato due volte “pistolero”, premio-social legato allo sponsor di Lega al miglior marcatore in una partita vinta. Segnali inequivocabili che in estate la società ci ha visto bene, scegliendo un americano in grado di essere decisivo nei momenti complicati.

Ma l’impresa firmata da Johnson fa il paio, sebbene con dinamiche di partita molto diverse, con quella firmata contro Mantova alla quinta giornata. Cantù, a differenza di Biella, era sotto fino a un massimo di 18 punti. Bucarelli nell’ultimo quarto ha guidato la rimonta. Cantù era tornata sul -11, grazie soprattutto a una grande difesa. Di Bayehe il -8, fino al -3.

Tutto era apparecchiato per lo show. Cominciato in lunetta per il -2. Nel finale, ancora capovolgimenti di fronte ma, a meno di tre secondi dalla sirena, sull’81-81, è arrivato il tiro che ha regalato a Cantù un successo a cui quasi nessuno credeva più. Un tiro che ha messo di fatto Johnson in testa ai giocatori più applauditi dal pubblico di Cantù.

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