Sodini: «Vorrei essere il garante
del rasserenamento della canturinità»

L’obiettivo di coach Sodini al primo allenamento della Pallacanestro Cantù

Sodini: «Vorrei essere il garante del rasserenamento della canturinità»
Marco Sodini
(Foto di Butti)

È il primo a sapere di aver, fin dal primo istante, alzato il tiro. Ma l’ha fatto a ragion veduta. Marco Sodini, tecnico della S.Bernardo-Cinelandia Park sa cosa lo attende: «Ho detto che è la squadra con il miglior potenziale degli ultimi 15 anni in A2. Confermo, alla squadra la fiducia va data prima che arrivino i risultati, poi è troppo facile. Mi espongo per loro, perché sappiano dove sono arrivati: mi considero l’amministratore delegato tecnico della Pallacanestro Cantù».

Punta a vincere, ovvio, e a ricreare un ambiente positivo intorno alla squadra: «Sono innamorato e ho rispetto della storia di questo club unico, ma vorrei ci fosse una visione della Cantù di domani. Occorre togliere le scorie della scorsa stagione, vorrei essere il garante del rasserenamento della “canturinità”».

Per vincere serviranno tante armi: «Equilibrio, lavoro, entusiasmo e fatica. Lavoriamo per dimostrare che Cantù è la più forte e vogliamo farlo con questi giocatori: molti di loro possono sostenere anche la categoria superiore. Le mie richieste? Per vincere occorre un roster lungo e intercambiabile: sono stato accontentato in tutto, ho almeno tre giocatori per ruolo. E uno staff come il nostro, in A2, con allenatori che hanno fatto l’Eurolega, non credo l’abbiano in molti».

Chi sarà il giocatore che infiammerà Desio? «Sarebbe facile dire Johnson, uno che ha già giocato partite di grandissimo livello. Ma “temo” che, a seconda delle partite, a turno ognuno di loro saprà stupire».

Si partirà subito con un’amichevole di lusso contro Milano: «Ma se perdiamo contro i vicecampioni d’Italia non facciamo subito catastrofismi…», chiude con una battuta.

«Se sono emozionato? Vi dico solo che per sbaglio stamattina sono andato al Pianella invece che a Vighizzolo…». Fabrizio Frates, nuovo dt, non nasconde la soddisfazione per essere tornato a Cantù dopo tanti anni: «Ma sono felice per il lavoro preparatorio: mai in carriera mi era capitato di centrare tutti gli obiettivi di mercato. Ora servirà grande entusiasmo: c’è un grande lavoro da fare, bisogna creare un gruppo, ma ho già visto disponibilità. A tutti i giocatori brillano gli occhi, accelerare sarà più semplice».

Chiude Max Oldoini, assistente di coach Sodini: «Quando Cantù ha chiamato, non c’è stato bisogno di pensarci. Il nostro è un progetto a lunga scadenza, ma dobbiamo fare un passo alla volta: siamo qui per tornare in A, lo sappiamo bene tutti, ma non dovremo pensarci ogni secondo. Sarà importante anche creare relazioni: tra i giocatori, tra i giocatori e lo staff e tra la squadra e la città».

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