Triplete Del Pero
Scudetto a Schio

«Non ho ancora realizzato del tutto che ho vinto il mio primo scudetto. La prima cosa che è fatto è stata chiamare i miei genitori»

Triplete Del Pero Scudetto a Schio
La canturina Beatrice Del Pero
(Foto di Simone Clerici)

Si è conclusa una stagione fantastica per Beatrice Del Pero. La scorsa estate la giovane canturina aveva infatti lasciato la casa madre Costa Masnaga per rispondere all’inaspettata e prestigiosa chiamata di Schio.

E con la squadra vicentina, Del Pero ha fatto bingo centrando la tripletta Supercoppa, Coppa Italia e scudetto, culminata appunto nei giorni scorsi con la conquista del tricolore davanti ai 3500 spettatori del Paladozza di Bologna.

«Non ho ancora realizzato del tutto che ho vinto il mio primo scudetto – confessa la 23enne di Cantù -. La prima cosa che è fatto è stata chiamare i miei genitori. E l’emozione è stata tanta. Inoltre è stato bello vedere finalmente così tanta gente a una finale di basket femminile: l’atmosfera del palazzetto di Bologna era magnifica, merito anche della Virtus».

Quello di Schio è stato un lungo dominio in campionato. «Portare a casa tre trofei è il massimo, ma l’obiettivo fondamentale era lo scudetto. E’ un traguardo per il quale si lavora tutta la stagione, con un percorso lunghissimo, iniziato lo scorso 9 agosto. Devo molto a tutte le compagne per quello che mi hanno dal punto di vista cestistico ma anche umano. Non abbiamo mai avuto pause - precisa - nei vari impegni tra Italia ed Eurolega: basti dire che pur essendo a tre ore e mezza da Cantù, sono tornata a casa solo un giorno, a Natale».

Un’esperienza importante per la carriera, ma come previsto con un ruolo da comprimaria. «Chiaramente a Schio non potevo pretendere di avere lo stesso minutaggio di Costa. Ma credo che bisogna avere il coraggio di passare anche attraverso questi step. Magari tante giocatrici scelgono una strada più semplice, andando a giocare 30 minuti. Io invece ho voluto mettermi in gioco e fare questo percorso, con dietro tutto un lavoro di qualità, in un contesto molto professionale. E’ una scelta che rifarei mille volte».

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