Bugheroni: «La mia Como Nuoto Dai nuotatori all’orgoglio Rane Rosa»
Mario Bulgheroni e Verika Scorza

Bugheroni: «La mia Como Nuoto
Dai nuotatori all’orgoglio Rane Rosa»

Dopo una stagione pesante, in acqua e non, parla il presidente biancazzurro

Mario Bulgheroni è il presidente della Como Nuoto centenaria, del primo anno del secondo secolo della sua storia, il più complicato che si possa immaginare. Vicende extrasportive pesanti da affrontare, problematiche legate allo svolgimento dell’attività sportiva. Insomma, un coacervo di situazioni che sgonfierebbero l’entusiasmo di chiunque.

E Bulgheroni ammette anche di aver avuto qualche momento di debolezza: salvo poi tornare a parlare di ciò che sarà, sperando che tutto il peggio sia alle spalle, o almeno in transizione verso l’oblìo.

«Il sostegno di mia moglie è stato fondamentale per non mollare la presa - esordisce il numero uno di viale Geno – tuttavia non butto ai rovi tutta la stagione. Nel nuoto devo per esempio esaltare le prestazioni di Pavan e Roncoroni, due eccellenti atleti che si sono sacrificati in estenuanti trasferte durante il periodo-Covid per allenarsi quotidianamente a Milano. I risultati premiano loro e l’attaccamento di Verika Scorza, la loro allenatrice: una donna con un carattere eccezionale, stimata da tutti, atleti e genitori. Si è spesa tanto per la Como Nuoto e le devo un ringraziamento particolare».

Reperire gli spazi, tra piscine chiuse e Covid sempre in agguato, non è stato agevole, eppure si è trovata una soluzione per tutti i settori. «Mi è spiaciuto moltissimo per l’annullamento del torneo di A2 femminile, le Rane Rosa erano già lanciate verso un successo annunciato. Pazienza. Mi piace molto il fatto che di fronte alla possibilità di una “chiamata” in A1 dovuta alla rinuncia di altri, le ragazze in modo compatto abbiano rifiutato: vogliono conquistare la massima serie sul campo, giù il cappello».

Parlando di scarsità di spazi-acqua, non ci si può esimere da un giudizio e una previsione sull’Olimpica di Muggiò, chiusa da tanto, troppo tempo e la cui inagibilità pregiudica le potenzialità delle società natatorie comasche.

«È questo il vero incubo del 2020 – commenta Bulgheroni – esser riusciti ad ottenere dei successi è stato un vero miracolo. La realtà è che Muggiò è indispensabile: per gli allenamenti, per incrementare il bacino di utenza e la qualità della base praticante, per giocare le partite a Como senza pellegrinaggi in altri impianti. Ringrazio la famiglia Arzani, gestore della Pinetina di Appiano Gentile, per aver messo a disposizione l’impianto: con entusiasmo e partecipazione, non ce lo aspettavamo e gliene siamo grati. Naturalmente teniamo aperte finestre di dialogo con Eracle, Chiasso e Cermenate, in caso di necessità potremo contare anche su queste piscine».

In campo maschile, lo stop al campionato è giunto in un momento di incertezza, la salvezza non era matematica. «La squadra era compatta intorno al suo coach, credo che con Zimonjic, nuovi innesti giovani, con i riconfermati giovani comaschi e Zanetic faremo un torneo ancor meno tribolato del precedente».

Le difficoltà economiche hanno imposto la sospensione dell’attività del nuoto sincronizzato (non è esclusa una ripresa futura), però la Como Nuoto non ha voluto rinunciare al suo staff tecnico. «Ho chiesto un piccolo sacrificio economico agli allenatori con una decurtazione che fosse un segnale anche verso i genitori degli atleti. Nessun problema, però ho voluto fortemente la riconferma in blocco dei settori tecnici, perché la qualità dei futuri atleti dipende dagli educatori di oggi: bravissimi, posso garantirlo».

A fine mese riprenderà l’attività alla Pinetina, poi pesa l’incognita-Muggiò: «Se è vero che la Csu dovrebbe gestire la piscina e che questa dovrebbe riaprire nel pomeriggio solo per le società, intravedo uno spiraglio di luce. Se così non dovesse essere, farò carte false per riaprire villa Geno, costi quel che costi».

È successo che la Federnuoto abbia autorizzato le “autoretrocessioni”: la Recoaro Como Nuoto (continua l’abbinamento con lo sponsor), non ha percorso questa strada. «Retrocedere era un’opportunità per risparmiare – chiosa Bulgheroni – ma lo sport non può esser solo business: ci sono i ragazzi e i tecnici, che meritano la miglior chance sportiva, difenderemo le nostre posizioni con le unghie e coi denti. Peccato che in questa battaglia la città non ci sostenga….Ho scoperto la meravigliosa disponibilità del Rugby Como che ci ha aiutato praticamente in molte fasi di questa difficile annata: ringrazio il suo presidente, Michele Cerbo, persona squisita, ed il nostro dirigente Derek Sala per averci introdotto in questo ambiente sano e ricco di valori. Spero di riuscire a concretizzare con loro iniziative sportive comuni nel prossimo futuro».


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