Cerri: «Prima la salvezza e poi vedremo: tutto è possibile»

L’attaccante del Como: «Dei tre rigori sbagliati, quello con l’Ascoli mi ha dato più fastidio»

Nel bene e nel male, le emozioni sabato scorso le ha regalate tutte lui, Alberto Cerri. Che per arrivare a quel gol ci ha provato dall’inizio, un percorso a ostacoli che non lo ha demoralizzato, anzi.

E lo ha capito anche al pubblico quando al 90’, con lui di nuovo sul dischetto, l’ha incitato con particolare affetto.

Quanta gioia in quell’esultanza, ma anche un po’ di rabbia. Con chi?

Con me stesso direi. E per un motivo preciso, perché era così, in quel modo, che avrei voluto calciare il rigore prima. Lì ci sono riuscito, mi sono detto adesso calcio come voglio, ed è stato un momento di sfogo.

A questo punto siamo curiosi, perché non te lo sei detto anche per il rigore prima?

Mah, non è così facile da spiegare. In realtà durante la rifinitura avevo provato i rigori “ad aprire”, ed era così che volevo tirarlo, fino all’ultimo passo. Poi ho visto i movimenti del portiere e ho cambiato, e non sono riuscito a imprimere forza, precisione, niente. Un rigore di m..., si può dire?

Prego. Di sicuro non cerchi alibi. Dunque già che ci siamo, in una stagione per te così positiva, come mai tre errori quando l’anno scorso invece dal dischetto eri infallibile?

Non so, le spiegazioni possono essere tante e ogni situazione è diversa. Devo anche dire che fino all’anno scorso io non ho mai tirato molti rigori, dunque forse ero anche meno prevedibile, i portieri avversari mi conoscevano meno di quanto possa essere oggi. Una cosa è certa, che di questi tre errori quello contro l’Ascoli è stato quello che mi ha dato più fastidio. Perché sono certo che segnandolo avremmo davvero potuto vincere la partita. A parte un po’ di calo all’inizio del secondo tempo abbiamo fatto una buona gara.

Tu avevi anche segnato subito, come ti è capitato altre volte appena entrato in campo.

Sì, e onestamente quell’annullamento per fuorigioco non l’ho capito molto. Poi il palo, poi quel rigore sbagliato, me lo sono proprio dovuto sudare quel gol. Ma il Como avrebbe meritato di vincere.

E, dalla ripresa dopo la pausa, non è riuscito a vincere più. È ora di riuscirci, tre punti in quattro partite è un po’ poco. Con il Palermo come la vedi?

La vedo difficile, anche loro non vincono da un po’ e ne hanno bisogno, anche perché le aspettative nei loro confronti erano più alte. E questa è una cosa che ci può dare più forza, certo abbiamo bisogno anche noi di tornare alla vittoria, non andremo certamente in campo per accontentarci.

A volte l’impressione, dall’esterno, è che a questo Como possa “bastare” salvarsi. È davvero così?

È giusto non creare false aspettative, non dichiarare obiettivi che non si ha la certezza di poter conquistare, meglio tenere un profilo basso. La salvezza matematica è ancora da conquistare e non mi piace parlare d’altro. Poi se mi si chiede se escluderei del tutto il fatto che il Como possa andare ai playoff, certo che non lo escludo, nessuno di noi lo fa. È una stagione talmente particolare, in cui abbiamo lavorato tanto per toglierci dalle difficoltà serie, che quello della tranquillità deve essere il primo obiettivo. Poi fino all’ultimo tutto può accadere e non ci tireremo indietro.

Il fatto che l’anno scorso il Como fosse al sicuro molto prima è solo per una questione di maggiore difficoltà di questo campionato rispetto a quello?

Sì, sicuramente sì. Non si può certamente pensare che questa squadra sia meno forte, non lo è. Quest’anno non c’è chi si è rimasto veramente staccato in fondo, e in tanti fino all’ultimo dovranno lottare per il loro obiettivo.

Dieci gol l’anno scorso con cinque rigori, otto quest’anno con tre rigori segnati. Il tempo per superare te stesso ancora c’è, quanto ci tieni?

Tanto, mi sta molto a cuore, come per ogni attaccante del resto. Io mi sento bene, in linea con l’anno scorso, ma arricchito di un po’ di esperienza in più. Se sono soddisfatto della mia stagione lo potrò dire soltanto quando sarà finita, ma tutti noi dobbiamo essere orgogliosi di quello che stiamo facendo e dei progressi che abbiamo fatto.

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