Colella: «Ai ragazzi che dirò?
Starò ad ascoltarli»

Ci ha dormito sopra, mister Colella, dopo la sconfitta di Novara. Ma non è servito granchè. Perchè perdere 4-0 non è cosa da tutti i giorni per questo Como.

Che cosa dirà, mister, alla ripresa degli allenamenti?

«Più che parlare io voglio che parlino i giocatori. Più che dire, ho bisogno di sapere. Di capire le loro sensazioni e le loro analisi. Il confronto è importante a questo punto. Dobbiamo fare un salto mentale che ancora non siamo riusciti a fare. E farlo velocemente».

L’altro giorno dopo la partita lei ha detto che le responsabilità erano sue. Al di là delle ovvietà, lei che colpa si dà per questa batosta?

«Se si perde, si perde tutti insieme. È normale. Scelte sbagliate? A posteriori può essere. Ma sono convinto di aver messo in campo la squadra migliore per quello che avevo visto nei giorni e nelle partite precedenti».

Ma non è un errore sottolineare troppo, in anticipo, le qualità degli avversari? Perchè in campo si sono viste solo a tratti, tra l’altro...

«Si sono visti di più i nostri errori, certo. Ma anche la loro bravura a esserci nei momenti decisivi, e questa è qualità. Quello che intendo dire e sottolineerò fino alla fine è che ci sono squadre che sono veramente state costruite con criteri , metodi e scopi diversi da quello che è stato fatto qui. Con piena consapevolezza di tutti. A volte la nostra coperta è un po’ corta...

».

Che significa, che il Como è arrivato in testa solo perchè non aveva ancora incontrato le più forti?

« Siamo ancora davanti a quasi tutti, ho una squadra che vale e non intendo certo denigrare i miei giocatori e il nostro lavoro. Ma da loro non si può pretendere ciò che si può chiedere invece a una squadra con giocatori di categoria superiore e con più esperienza. Avete sottolineato che il Como ha perso anche con il Monza, altro organico forte. Forse un collegamento c’è».

L’intervista completa a Giovanni Colella su La Provincia di martedì 11 novembre

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