Di Nunno, l’uomo che vuole il Como

Imprenditore nel settore di software, a Seregno ha detto: «Forse vado in una piazza più importante. E ci posso andare in macchina...»

La trattativa c’è. Se poi porterà alla cessione del Calcio Como, a una compartecipazione assieme a Porro o a un nulla di fatto, si vedrà. Ma certo è che, dopo Infront (sì, c’era anche questa possibilità), l’americano Piazza, il gruppo di libanesi che voleva prendere il Varese e altre trattative più o meno iniziate, quella con l’imprenditore pugliese Paolo Di Nunno è l’unica rimasta in piedi. E, a quanto pare, con qualche possibilità di buon esito. Si tratta sulla base di un milione e mezzo, vedremo per quante quote. Di Nunno è il presidente del Seregno Calcio dal 2013. Che ha cercato di portare in Lega Pro, anche presentando questa estate le garanzie economiche per un ripescaggio che non è arrivato. A Seregno sono già arrivati segnali di disimpegno. Sotto Capodanno si era detto stufo di questa avventura per via di una piazza ricca (a suo dire) che però non l’aveva aiutato (e questa ci pare di averla già sentita...), in uno stadio popolato «da pochi anziani e pochi ultras buoni solo a far prendere multe». Alla domanda se avesse intenzione di gestire altre società di calcio, aveva risposto: «No, basta. Seguirò solo mio figlio (che gioca nelle giovanili del Milan, ndr)». Ma due settimane fa, dopo la vittoria interna con l’Olginatese, Di Nunno ha cambiato leggermente, ma significativamente rotta: «Basta Seregno. Potrei andare in una piazza importante. Bari (domanda inerente alla sua amicizia con il presidente del Bari Paparesta, ndr)? No, a Bari ci si va in aereo. Nel caso lì potrei andarci in macchina...». Un indizio? Chi lo sa... È un imprenditore nel settore dei software per videogiochi.

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