Il Como senza casa
Si allena allo stadio

La società cercherà di avviare l’ennesima trattativa con il curatore fallimentare Di Michele che ha le chiavi del centro sportivo.

E poi arriva il momento in cui i nodi vengono al pettine. Per la prima volta, ieri, il Como si è allenato sul prato dello stadio Sinigaglia, non per una rifinitura prima di un match importante, come avveniva prima di gloriosi playoff, ma perché senza alternativa. Tornato dal ritiro di Arona, non ha un campo dove allenarsi. Fotografia triste che rappresenta un cazzotto nello stomaco per tutti quelli che hanno a cuore le sorti della squadra azzurra, contraddizione dolorosa che rischia di essere un punto di non ritorno nella storia della società. Nè fallimenti, nè crisi societarie, nè proprietà dubbie si erano spinte sino a perdere Orsenigo, il laboratorio della storia azzurra. Stavolta invece siamo lì, sull’orlo del baratro. Domani la società cercherà di avviare l’ennesima trattativa con il curatore fallimentare Di Michele che ha le chiavi del centro sportivo. Obiettivo: passare da 10mila euro al mese per allenarsi lì, a 5mila euro. Da 120mila euro l’anno a 60mila: «Considerati i lavori da fare nel centro, in stato di semi abbandono da mesi, ci pare una offerta equa», dicono dalla società. E per la partita di domenica, niente Sinigaolia. Seregno al 99%.

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