Il Da Cunha del Lago: «Che gioia il gol. Per me un gioco nuovo»

L’intervista Il francese in rete contro il Venezia è diventato un punto fermo di mister Longo: «Io un “dieci”, ma qui imparo anche a difendere»

Possiamo definirlo la novità del Como delle ultime settimale? Probabilmente sì: Lucas Da Cunha, centrocampista francese-portoghese del Como è diventato da un bel po’ di tempo un punto fermo dello scacchiere di Longo.

All’inizio schierato come uomo dietro le punte nel 3-4-1-2, anche perché più adatto a ricoprire quel ruolo rispetto a Parigini o a Blanco, è passato a fare la mezzala nel 3-5-2, con compiti anche più di copertura, quando la squadra è in fase di non possesso, per poi allargarsi magari sull’out esterno nella fase offensiva. Proprio la predisposizione a sacrificarsi in fase difensiva è stata la caratteristica che ha fatto breccia nell’allenatore. Sabato a Venezia è arrivato il suo primo gol, un modo per puntellare il suo status di titolare.

Felice

«Sono molto felice di aver segnato il mio primo gol con il Como. Mi dà molta sicurezza ed è una cosa positiva per il futuro».

A Lucas è stato dato il tempo adattarsi a un calcio diverso da quello francese: «Molti aspetti sono diversi rispetto alla Francia ma sto cercando di adattarmi al massimo delle possibilità così da aiutare la squadra ad ottenere dei buoni risultati. Non è facile ma sono felice di lavorare duramente qui così che la mia esperienza possa diventare un successo. Lavoriamo veramente tanto qui rispetto alle mie esperienze passate ma è un’ottima cosa perché ci permette di essere pronti fisicamente e di fare progressi più velocemente.Mi sento bene e sempre più a mio agio nella squadra e con i compagni».

In Francia (basta guardare i filmati) giocava in una posizione più offensiva, da esterno e da rifinitore, ruolo che interpretava spesso anche arrivando a calciare da posizione centrale, da fuori area. «Ho spesso giocato come attaccante esterno destro o mancino, anche come numero 10. Qui gioco un po’ più basso nel centrocampo e in questo modo non l’avevo mai fatto prima. La posizione che più mi ha caratterizzato in passato è quella di numero 10».

Difesa

E del suo spirito di sacrificio così importante in un calcio tattico come quello italiano, cosa dice? «La difesa non è una delle mie qualità principali ma cerco sempre di farla al massimo delle mie possibilità e farla in modo corretto così da aiutare la squadra perché è una fase del gioco veramente importante».

Da Cunha è un ragazzo tranquillo ma non banale: «Mi piace seguire molti sport, viaggiare e scoprire nuovi luoghi ma solo durante le vacanze, amo girare e curiosare. Durante la stagione mi piace passare molto tempo a casa con la mia famiglia a riposare: non esco molto».

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