La maglia del Como
nel video di Khalid

Due colpi di marketing mica da ridere. Dopo quello in città, con i cartelloni giganti eretti qua e là lunedì, ne arriva un altro dall’eco ancora più forte

Due colpi di marketing mica da ridere. Dopo quello in città, con i cartelloni giganti eretti qua e là lunedì, ne arriva un altro dall’eco ancora più forte: il famosissimo cantante americano Khalid, che nel videoclip del suo ultimo lavoro “The last call” canta indossando una maglia ufficiale del Como 2021-22. Colpo meddiatico significativo: Khalid, uno dei cantanti più in voga del momento, è un uomo da 7 milioni di followers su Instagram. Inteso?

Per chi si chiedesse se Khalid sia, per caso, tifoso del Como, o se ci siano altri legami “dietrologici” sul suo gesto, consigliamo di cambiare strada. Si tratta di una operazione di marketing ideata da Mola tv, l’OTT espressione della proprietà indonesiana del Como, la piattaforma streaming sbarcata in Italia da tre mesi. Mola, che ha il logo sulla maglia (in bella vista nel video), oltre allo sport, dedica molte delle sue produzioni alla musica: concerti e documentari. Non deve sorprendere se, dunque, abbia scelto un cantante (e che cantante!) per lanciare il marchio del Como a livello planetario.

Il video mostra l’artista in un viaggio su una jeep, assieme ad alcuni amici.

Nel finale della canzone, quando il brano vira decisamente su toni R&B, più intimisti, lui appare da solo, in piedi vicino alla macchina, una scena notturna, stavolta con la maglia del Como addosso, con cui chiude la sua performance. E chissà che in futuro non la indossi magari in qualche concerto, fatto da non escludere (bisogna vedere cosa impone l’accordo).

Due mosse diverse, per certi versi non paragonabili, ma convergenti.

Perché se ieri si parlava di questa apparizione a sorpresa, lunedì i social sono stati riempiti dai commenti dei tifosi del Como entusiasti per l’iniziativa dei cartelloni giganti (disseminati al Albate, a Muggiò, in Napoleona con Facchin, Iovine, Cerri in versione extralarge) in alcune zone della città. Una mossa di immagine che, chissà perché, dai tifosi è stata letta anche come uno schiaffo al Comune immobile sulla questione stadio.

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