Longo: «Difesa a quattro e Cerri più in avanti»

Il tecnico del Como: «Saremo più offensivi»

Di solito d’estate si parla di Como sulla carta, in attesa delle mosse di mercato. Ma questa volta possiamo parlare di Como sulla... sabbia. Perché Moreno Longo è ad Alassio, in vacanza, e sotto l’ombrellone traccia il suo nuovo Como, aspettando notizie dal mercato. Mentre Suwarso l’altro giorno ha alzato l’asticella delle ambizioni parlando di serie A in due anni. Una bella responsabilità anche per l’allenatore.

Come va, mister?

Bene, grazie. Qualche giorno al mare non è male per ricaricare le batterie. Di solito andavo in località più tranquille, mi piace isolarmi. Ma adesso comandano le mie figlie: volevano un po’ di... movimento. Ma non è male, mi rilasso.

Cosa possiamo dire del Como che verrà?

Abbiamo fatto il punto della situazione con Wise e Ludi. Il lavoro di impostazione si fa così, mettendo su carta gli obiettivi tecnico tattici e poi aspettando di vedere le opportunità di mercato. Mi fido della società, so che farà di tutto per prendere gli elementi più adatti.

Cosa cambierà?

In generale vorremmo essere più aggressivi, più offensivi. Non partendo da una situazione di oggettiva difficoltà, ci si può pensare. L’obiettivo è anche mettere i nostri uomini migliori nelle condizioni ideali per esprimersi al meglio.

Lei è un allenatore ce cambia modulo spesso, a seconda delle esigenze e delle varie fasi della gara, dunque sarebbe stupido chiederle un modulo di partenza. Però almeno se sarà difesa a tre o a quattro...

Diciamo che stiamo lavorando per partire con una difesa a quattro. Garantendoci sempre la possibilità di cambiare in corsa.

Ok, ma Scaglia ha mostrato di essere più adatto a giocare a tre...

Non posso rispondere perché noi abbiamo giocato quasi sempre a tre. Devo vederlo a quattro, ma secondo me ha esperienza per farlo.

Difesa a quattro, dunque 4-4-2, 4-3-3, 4-3-1-2 o cosa?

Ripeto, sceglieremo il modulo in base agli uomini. Vedremo cosa farà meglio.

Tra questi c’è Chajia. Lei lo considera completamente guarito?

Clinicamente è guarito. Poi da certi infortuni ci si riprende sempre con difficoltà, anche per altri motivi che non espressamente quelli della guarigione della parte lesa. Prendete Chiesa, che ha avuto un infortunio meno grave di Moutir... Eppure ha fatto un campionato dentro e fuori. Bisogna avere pazienza. Ma ci sono speranze che possa essere ok e possa fare la differenza, perché lui la fa indubbiamente.

In due anni siamo stati abituati a vedere Cerri fare molto altro rispetto al centravanti. Spesso torna indietro, partecipa al gioco, ma arriva in zona gol un po’ cotto. Del resto raramente è andato in doppia cifra in carriera. A lei sta bene così, o vorrebbe un Cerri più centravanti?

Se devo essere sincero, mi piacerebbe rispolverare un Cerri centravanti, metterlo in condizione di sfruttare i palloni in area e portarlo verso la doppia cifra. Ha le caratteristiche per essere letale.

Fabregas?

Non so. Sono questioni delicate e personali. Non si sa mai quando a un giocatore si spegne la luce. Io l’ho visto sempre molto coinvolto, ma non so cosa pensa. Vediamo.

Baselli è recuperabile?

Baselli è un giocatore che ci può dare tantissimo. E’ indubbio che abbia avuto qualche problema fisico. Adesso speriamo che sia completamente recuperato, i primi esami dicono di si. Se è al 100% può darci una grande mano,

Più dura lasciare in panchina lui o Cerri?

(ride, ndr) Per un allenatore è sempre spiacevole fare delle scelte, ma le si fanno sempre per il bene della collettività.

Che effetto le fa lavorare per una società come questa?

Io mi consideravo già fortunato ad essere stato scelto dal Como, perché è una piazza non banale, che ha una storia prestigiosa, qui sono passati campioni e io vengo da una storia e una società (il Torino, ndr) dove il rispetto per la storia è basilare. Ma questo tipo di società è sicuramente un valore aggiunto. Fa di tutto per metterti nelle condizioni di lavorare a meglio.

Quale è stata la partita migliore del Como dell’anno scorso?

Io voto Genoa-Como a Marassi. Perché è stato un passo avanti in personalità, credibilità, autorevolezza in uno stadio non banale, importante, pieno di gente. Quel giorno siamo indubbiamente cresciuti.

Cosa fa al mare di bello?

Mi riposo. E mi godo la famiglia. Mi ha sempre seguito nelle esperienze passate, ma adesso le mie figlie sono più grandi e non mi va di sradicarle dal loro tessuto sociale, dalla rete di amicizie. Così adesso che siamo in vacanza me le godo. Ogni tanto apro il computer e giochicchio con i moduli...

Chi passa tra Lecco e Foggia?

A non vedere le partite si potrebbe concludere che il Lecco ha fatto un miracolo, ma vedendo le gare con Pordenone, Cesena e Foggia, mi pare che sicuramente meriti il livello dove è arrivato.

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