Quando il mago Sarri

incantò il Sinigaglia

Il 7 novembre del 2004 con la sua Sangiovannese battè gli azzurri. E si scrisse: «Sembra il Foggia di Zeman»

Quando il mago Sarri incantò il Sinigaglia
Gabrielloni
(Foto di cardini cardini)

n quei giorni avevamo ben altro a cui pensare. C’era un fallimento incombente, la squadra senza acqua e pasti caldi, e si stavano delineando i contorni della tragedia sportiva del primo fallimento azzurro. Così, quel 7 novembre del 2004, non facemmo caso all’allenatore tutato che guidava dalla sua panchina la Sangiovannese avversaria del Como. E invece, non solo era Maurizio Sarri, ma proprio sul prato del Sinigaglia mise in mostra i tratti distintivi del suo calcio. La Sangiovannese vinse 2-1, e leggendo la cronaca della partita de La Provincia, si legge: «A tratti è persino sembrata il mitico Foggia di Zeman, tanto riusciva a infilare la trequarti difensiva azzurra come lama nel burro». Per noi tutti, le ragioni di quell’imbarazzo azzurro stavano altrove. Per dire: il giorno prima il tranquillo Roberto Galia, allora allenatore del Como, era arrivato a un tale livello di esasperazione da annunciare uno sciopero dello staff tecnico. La squadra pranzava ospite di ristoranti volontari, gli stipendi non arrivavano e proprio alla vigilia di Como-Sangiovannese era stata depositata l’istanza di fallimento. Mentre si raccontava del Team Manager Fasciano in lacrime dopo un colloquio con l’amministratore unico D’Alma. Dura accorgersi di Sarri. Ma lui, in tuta, già disegnava manovre avvolgenti. In quella Sangiovannese c’era Ciccio Baiano, ma in gol ci andarono Scugugia e Bongiorni, questo dopo che i toscani avevano facilmente bucato il Como sul lato sinistro. In classifica Como e Sangiovannese in quel momento erano a metà classifica, ma poi il Como andò in C2 e la Sangiovannese arrivò ottava. Il ritorno finì 1-1.

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