Como: nasce il tifo in curva 2.0 Eventi, idee, cori e la casa azzurra
La curva del Como al Sinigaglia (Foto by Cusa)

Como: nasce il tifo in curva 2.0
Eventi, idee, cori e la casa azzurra

Da due mesi è al lavoro l’Associazione 25 maggio 1907. E ha già duecento tesserati

Il treno del nuovo Como corre veloce. La locomotiva Hartono è un Freccia... Azzurra che brucia le tappe. Chi sale? Se la città, all’inizio freddina, sta piano piano capendo, c’è chi già da tempo ha riempito parecchi vagoni. Sul quel treno è bene salirci senza “se” e senza “ma”. È la curva del Como, che ha deciso un restilyng per alimentare il senso di appartenenza, soffiare sul fuoco dell’entusiasmo, allargare la base, presentare un tifo all’altezza dei progetti societari. I ragazzi della curva si sono guardati in faccia e hanno deciso che era l’ora di agire. Di fare un passo al ritmo dei tempi che cambiano. È successo questa estate, ed è nata la Associazione 25 Maggio 1907, che si pone l’obiettivo di essere un punto di riferimento di tutti i tifosi azzurri, anche quelli non curvaioli, un tavolo di dibattito per iniziative che possano coagulare le forze. Se volgiamo, un centro culturale, anche. Ne abbiamo parlato con il presidente Fabio Matarazzo e con il tesoriere Nicholas Pessina.

Sede

«Il primo passo è stato quello di avere una nuova sede. Purtroppo alle promesse del Comune di trovarci un locale, non sono seguiti i fatti, così abbiamo fatto da soli, una stanza ad Albate, nella zona industriale, che abbiamo allestito con il cuore. Qui, a parte la riunione degli ultras, diventa un punto di incontro più o meno nelle serate prima delle partite per confrontare idee ed esigenze. Abbiamo avuto 200 iscritti in due mesi: significa che c’è entusiasmo. E se non ci fosse il Covid, che impedisce di organizzare serate o feste, avremmo altri numeri. Ma ci arriveremo, perché l’aria è cambiata». Che feste? «Abbiamo una sede estiva a Rodero, dove si potrebbe organizzare una festa dei tifosi azzurri con concerti e tavolate, come già facemmo prima del Covid. Serate a tema, dibattiti». Come è nata l’idea? «Mentre ancora qualcuno si interroga sulla gittata del progetto societario, noi abbiamo deciso di agire. Perché, ok i primi dubbi, ma adesso è chiara la profondità del progetto. Una società del genere è una chance incredibile e non potevamo non dare un segnale, quantomeno di aver capito. Dunque, un passo di apertura, di integrazione, di allargamento della base: un avvicinamento ai social, con una pagina facebook sia della curva che della Associazione e una pagina istagram della curva. Forse in passato la curva era un po’ chiusa, adesso bisogna coinvolgere, creare entusiasmo. I risultati fanno il resto: normale che a vedere Como-Albinoleffe per dieci anni, poi la gente resti casa. Ma adesso il clima è cambiato». In che senso? «Guardate il centro città, i ragazzi con le sciarpe. Poi giovani che in curva hanno voglia di darsi da fare, adesivi del Como sulle vetrine di molti bar. Questa onda azzurra ci può riportare al clima che tanto abbiamo rimpianto. Ma bisogna strutturarsi, lavorare». Intanto in curva ci sono nuovi cori: come “La vita l’è bela” di Pozzetto.

Treno

La città salirà sul treno? «Tanti valutano l’interesse del Comune in base alla presenza di loro esponenti allo stadio o sull’annoso argomento del Sinigaglia. Invece noi diciamo che potrebbe già fare qualcosa adesso. Bisogna fornire i servizi. Il problema dei parcheggi è fondamentale, anche così a capienza ridotta. Si siedano a un tavolo e si muovano: c’è la Ticosa, ci sono altre aree disponibili. È un’urgenza. Vogliamo essere un grillo parlante per stimolare la progettualità attorno al Como. E basta con ’sta storia dello stadio in centro: noi giriamo l’Italia e gli stadi sono spesso in centro, Bergamo, Ferrara, Parma, Firenze, per non parlare di Venezia. Servono parcheggi e navette. Non è possibile dover partire alle 11 di mattina da fuori città per parcheggiare, dai. Che aiuto è alla società?».

Altre idee: «Faremo della beneficenza, perché una realtà aggregante in città deve anche essere utile alla comunità. Già questa estate siamo andati ad aiutare le comunità colpite dalla alluvione, andando in decine a spalare».

La sede ad Albate è in via Cantonica: «Più vicini alla città rispetto al passato: magari si coagula un po’ di interesse dei tifosi della città, perché adesso la stragrande maggioranza viene da fuori. Ma non abbiamo dubbi che presto succederà».


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